De Ponte: “Un altro episodio che mina la credibilità dell’Italia”
Roma, 31 agosto 2009 – “Oggi è l’ultimo giorno del mese e a questo punto dubitiamo fortemente che il nostro governo onori l’impegno preso durante il G8 di versare i 130 milioni di euro al Fondo Globale per la lotta all’Hiv, Tubercolosi e Malaria entro agosto. Un altro episodio di promessa non mantenuta che mette a dura prova la credibilità del nostro paese nel consesso internazionale”, dichiara Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid.
In occasione del vertice del G8 de L’Aquila – ricorda ActionAid - il presidente del consiglio italiano promise che entro il mese di agosto l’Italia si sarebbe rimessa in pari nei versamenti al Fondo Globale ma già lo scorso 15 luglio, nel documento di programmazione economico-finanziaria (Dpef) approvato dal Consiglio dei Ministri, non v’era traccia di questo finanziamento, né sono pervenuti altri segnali a sostegno della promessa del primo ministro.
“L’Italia, nonostante sia stato il paese promotore del Fondo Globale al G8 di Genova nel 2001, adotta un atteggiamento discontinuo nei confronti di uno strumento che si è rivelato molto efficace e che sta salvando milioni di vite umane. Questo andamento altalenante riduce l’efficacia dell’azione contro le grandi pandemie. Per fermare il meccanismo di propagazione del virus dell’HIV-AIDS occorrono cure continue: i malati non possono certo permettersi un anno di sospensione dei trattamenti".
Il Summit dell’8 - 10 luglio è la conclusione di un processo negoziale che si è svolto negli ultimi dodici mesi. Per quanti hanno seguito il percorso preparatorio, era evidente che il Summit correva il rischio di un fallimento clamoroso rispetto al compito che gli otto grandi sarebbero stati chiamati a affrontare: dare un segnale concreto del fatto che i Paesi più ricchi sono consapevoli del destino comune del mondo intero, che oggi deve affrontare le conseguenze di più crisi, ovvero quella finanziaria, alimentare e ambientale.
La crisi di credibilità del G8 è stata poi alimentata da cambiamenti profondi nel quadro degli equilibri internazionali, dove è evidente la presenza sempre più attiva dei Paesi emergenti, fra i quali grandi potenze come Brasile, Cina e India. Una crisi di credibilità che ha preso anche la forma di una competizione fra vertici e formati: G8 versus G20, e viceversa. In questo contesto, la presidenza italiana non sembrava avere l’autorevolezza necessaria per affrontare un compito difficile: il biglietto da visita era stato il taglio del 56% delle risorse per la lotta alla povertà del Ministero degli Affari Esteri, proprio all’inizio del 2009.
Dubbi sulle sorti del G8 non sono certo superati, ma il fiasco è stato evitato. In particolare, da questo Vertice escono importanti segnali su più fronti.
Il Vertice de L’Aquila ha lanciato un’iniziativa dedicata alla sicurezza alimentare. Si tratta di un risultato che è la conclusione di un percorso avviato a partire dall’appello lanciatodalla FAO nel giugno 2008 per iniziative urgenti per battere la crisi alimentare e invertire la tendenza di questi ultimi dodici mesi, nei quali più di 100 milioni di persone sono finite sotto la soglia della fame e della povertà. Questa iniziativa ha preso forma in una dichiarazione ad hoc, i contenuti della quale sono stati in discussione fino all’ultimo momento. L’iniziativa del Presidente Obama ha dato un impulso decisivo. La dichiarazione è stata firmata da tutte le delegazioni presenti al Vertice e non soltanto dagli otto.
La dichiarazione prevede che nei prossimi tre anni vengano spesi 20 miliardi di dollari in aiuti all’agricoltura, per la sicurezza alimentare e per uno sviluppo agricolo sostenibile. E’ un obiettivo insufficiente: la FAO stima che siano necessari 30 miliardi di dollari all’anno per assicurare a tutti il diritto al cibo; secondo Actionaid, i Paesi del G8 dovrebbero dare un contributo pari a 23 miliardi di dollari all’anno per raggiungere questo obiettivo, in base al loro peso economico. Si tratta di impegni alla portata dei bilanci dei grandi Paesi industrializzati, che negli ultimi mesi hanno investito decine di migliaia di miliardi in riposta alla crisi finanziaria.
Deve essere ugualmente riconosciuto che l’accordo raggiunto a l’Aquila in materia di sicurezza alimentare rimette al centro dell’agenda la questione degli investimenti del settore agricolo, che degli ultimi venti anni sono passati dal 17% del totale degli aiuti a circa il 3%.
Non mancano contraddizioni nella posizione concordata nel Vertice, come nel caso dell’indicazione del mercato come una leva fondamentale per affrontare la lotta alla fame e, al medesimo tempo, il riferimento giusto e opportuno al ruolo decisivo dei piccoli produttori, che sono un attore fondamentale poiché sono in prima linea nelle comunità che soffrono la fame. Non mancano dubbi anche sulla trasparenza di questi impegni, nel senso che dovremo monitorare quali risorse verranno effettivamente contabilizzate, e se quindi verranno effettivamente prese in considerazione solamente quelle destinate all’agricoltura, o non verranno invece contabilizzati anche gli aiuti alimentari di emergenza, che sono cosa giusta, ma diversa in termini di sviluppo agricolo. Non mancano quindi gli elementi di preoccupazione, ma rimangono anche gli elementi positivi, a partire dai quali si può continuare a lavorare nei prossimi mesi.
Sul fronte dei cambiamenti climatici, il G8 ha trovato un accordo per raggiungere una riduzione dell’80% delle emissioni entro il 2050, e sostenere una riduzione a livello globale del 50%. Questa articolazione di obiettivi ‑ quelli adottati dai Paesi G8 e quelli che devono essere condivisi con il resto della comunità internazionale ‑ riflette l’assenza di un accordo globale su risultati di lungo termine. In questo senso, è nota la posizione dei Paesi emergenti, che sostengono di non poter sottostare a condizioni che impediscono loro la crescita economica. Il Vertice nel suo complesso ha fallito completamente, sia a livello G8 sia del complesso dei Paesi presenti a L’Aquila, nell’identificare degli obiettivi intermedi, sui quali si è fatta sentire anche in questi giorni la voce delle organizzazioni non governative (una riduzione del 40% entro il 2020).
Sul fronte dei cambiamenti climatici, un elemento positivo è l’accordo globale raggiunto in merito alla soglia di incremento di 2 gradi centigradi rispetto ai livelli di pre‑industrializzazione, al fine di contenere il riscaldamento globale; da questo elemento si può ripartire per cercare di arrivare a un accordo alla conferenza sui cambiamenti climatici di Copenhagen, che si svolgerà a dicembre sotto l’egida delle Nazioni Unite. Totalmente insufficiente è il risultato del Vertice in materia di risorse necessarie per mitigare e combattere le implicazioni dei cambiamenti climatici, per i quali i documenti ufficiali si limitato a richiedere l’impegno della comunità internazionale senza fissare impegni precisi.
Il fronte degli aiuti all’Africa è fra quelli che hanno sollevato maggiori preoccupazioni poiché il Vertice si è limitato a ripetere gli impegni presi nel Summit del 2005, nel quale si concordava di portare le risorse per il continente africano a 50 miliardi di dollari l’anno entro il 2010. Le organizzazioni internazionali hanno messo in evidenza i ritardi rispetto a questo obiettivo (nel 2008 mancavano ancora 20 miliardi di dollari), ma dal Vertice non sono giunti segnali incoraggianti (ad esempio, piani completi dell’indicazione dei tempi di esborso). Il G8 ha, d’altro canto, lanciato un segnale positivo pubblicando rapporti di verifica su quanto è stato fatto in questi ultimi anni nel campo dell’alimentazione, dell’educazione, della salute e dell’acqua. Da questi documenti emerge con chiarezza il fatto che i diversi Paesi operano spesso con metodologie differenti e può essere difficile capire fino in fondo la portata delle iniziative annunciate e intraprese; il G8 è oggi un po’ più trasparente, un elemento che cercheremo di utilizzare nella nostra azione di sensibilizzazione e pressione.
L’Italia non ha dato, nei giorni del Vertice, i segnali necessari a rendere credibile la propria iniziativa. In particolare, è mancato l’annuncio del piano per riallineare la cooperazione italiana con gli obiettivi europei, per portare gli aiuti dall’attuale 0,22% della ricchezza nazionale allo 0,51% entro il 2010 e lo 0,7% entro il 2015. Sulla possibilità di questo piano si erano espressi positivamente sia il Ministro degli Esteri sia quello delle Finanze, ma è mancato un annuncio conclusivo da parte del capo del governo. Il Presidente del Consiglio ha invece preso un solenne impegno nella conferenza stampa del 9 luglio in merito al versamento della quota per il 2009 al Fondo globale per la lotta all’HIV Tubercolosi e malaria: 130 milioni di euro entro “la fine del mese”. Manca all’appello ancora un chiarimento su quale sarà la parte italiana dei 20 miliardi di dollari per l’agricoltura; ci sono dichiarazioni che attribuiscono al nostro Paese un impegno di 450 milioni di dollari, ma non è ancora chiaro se si tratti di risorse nuove, che potranno almeno compensare i tagli introdotti con la finanziaria per quest’anno.
Evitato il fiasco, il G8 ha appena tracciato una strada che andrà percorsa con impegni a livello nazionale e in occasione dei prossimi forum internazionali, a partire dal vertice G20 settembre a Pittsburgh.
Il documento di programmazione economico-finanziaria (Dpef) approvato ieri dal Consiglio dei Ministri è incoerente con quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio in occasione del G8.
“Se i contenuti del DPEF restano quelli presentati, l'Italia non avrà previsto risorse per onorare appieno gli impegni internazionali per la lotta alla povertà ", dichiara Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid "Ciò è particolarmente grave e stride con gli impegni presi e le dichiarazioni fatte pochi giorni fa dal presidente Berlusconi alla riunione del G8”.
In quella sede, infatti, il Presidente del Consiglio ha riconosciuto la necessità e la volontà dell'Italia di tornare a fare la propria parte in tema di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo.
"Ma di questa volontà nel documento approvato ieri non vi è traccia. E' come se il DPEF fosse stato scritto senza tenere minimamente conto di dichiarazioni rilasciate da Berlusconi solo una settimana fa".
ActionAid chiede che il governo chiarisca al più presto quale sarà il contributo italiano all’Aquila Food Initiative, importante strumento per la lotta alla fame nel mondo approvato all’ultima riunione del G8, e in che modo e dove le risorse finanziarie verranno trovate.
"Tra la riduzione del 56% dei fondi destinati alla cooperazione decisa nella scorsa legge Finanziaria e la mancanza di impegni nel DPEF vi sono state importanti dichiarazioni di Berlusconi", conclude De Ponte. "E' necessario dunque che l'Italia cambi decisamente rotta e prenda impegni concreti e chiari: ne va della lotta alla povertà nel mondo ma anche della credibilità stessa del presidente del Consiglio".
Atteso annuncio di 5 miliardi di $ all’anno per tre anni. (15 miliardi $)
Hanno annunciato lo stanziamento in questa settimana di 13,45 miliardi di $ per la crisi alimentare. Questa cifra sono gonfiate – almeno 1,35 miliardi di questo ammontare sono prestiti. Circa 1,5 miliardi di $ sono finanziamenti della Commissione Europea. ActionAid stima che il massimo speso davvero dal G8 per la crisi alimentare sia di 10 miliardi di $.
5/10
E’ un passo nella giusta direzione ma si potrebbe fare di più.
Il finanziamento dei Paesi G8 deve raggiungere 23 miliardi di $ entro il 2012.
FAME
Annuncio sulla fame.
Dichiarazione ad hoc condivisa sulla fame.
Contenuti di sostanza sulla fame nel comunicato finale G8.
8/10
Buon lavoro ma è necessaria maggiore attenzione ai dettagli.
La lotta alla fame sia messa tra le priorità dell’agenda politica.
BIOCARBURANTI
Nell’Accountability Report figurano 229 milioni di dollari in sussidi ai biocarburanti, contabilizzati come per la sicurezza alimentare mentre parte di questi soldi non vanno nemmeno ai Paesi in via di sviluppo.
Il joint statement (dichiarazione condivisa) afferma che la produzione di biocarburanti non deve compromettere la sicurezza alimentare.
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Fallimento
"in classe non ascolta mai"
Stop ai sussidi e ai target (di produzione)
LAND GRABBING (Appropriazione indebita della terra)
Il comunicato G8 ha auspicato una proposta condivisa su principi e buone pratiche.
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Risultati molto modesti
Creare un codice di condotta vincolante
DONNE
I pronunciamenti ufficiali menzionano le donne e altri piccoli proprietari agricoli.
L’Accountability Report non dà informazioni su quanto denaro è stato speso finora per questi gruppi.
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Il G8 impara lentamente. In teoria è consapevole, ma stenta a mettere in pratica.
Indirizzare i finanziamenti verso le necessità dei piccoli produttori, soprattutto donne.
COMMERCIO
Il Comunicato G8 e il Joint statement (dichiarazione condivisa) chiedono entrambi una conclusione ambiziosa e completa del Doha Round
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Fallimento
"continua a comportarsi male"
Arrestare l’imposizione della liberalizzazione commerciale.
CLIMA
Il tetto dei 2° Celsius è stato menzionato.
Non sono stati forniti dati sulla riduzione delle emissioni entro il 2020.
Non ci sono risorse aggiuntive per l’adattamento o per una crescita a ridotto contenuto di carbone. Nell’accountability report alcuni donatori contano ogni centesimo speso per il clima come se fosse speso per il cibo, anche se questi soldi non sono stati ancora effettivamente erogati e nemmeno in agricoltura.
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Ma ascoltate mai?
Registrare dei progressi verso un ambizioso accordo.
E' disponibile sul sito ufficiale del G8 2009 la dichiarazione degli otto leader sull'economia globale, i cambiamenti climatici, lo sviluppo e l'Africa, dal titolo "Responsible leadership for a sustainable future".
Il documento può essere scaricato al seguente link:
De Fraia: "Dal G8 correttezza e trasparenza sui fondi per la sicurezza alimentare" Coppito, 8 luglio 2009
"Condividiamo le speranze del presedente Berlusconi riportate dai media a seguito della conferenza stampa di ieri che il vertice italiano si possa concludere con l’adozione di una significativa iniziativa sul tema della sicurezza alimentare globale. Richiediamo però da parte dei membri del G8 un esercizio di correttezza e trasparenza affinché vengano contabilizzate come contributo alla cosiddetta "Aquila food security initiative" quelle risorse pubbliche effettivamente destinate alla lotta alla povertà". Questa la dichiarazione Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di ActionAid, all’apertura dei lavori del G8 di L’Aquila.
"Se guardiamo all’andamento della crescita della povertà dell’ultimo anno, possiamo stimare che nei soli tre giorni del vertice, più di mezzo milione di persone si aggiungeranno a quelle che già soffrono di fame cronica. Riteniamo quindi che l’impegno economico di 15 miliardi di dollari annunciati dal presidente Berlusconi, sia largamente insufficiente per dare una risposta concreta al problema della crescita esponenziale della fame", prosegue De Fraia.
Actionaid ritiene che per far fronte in maniera efficace alle necessità in materia di sicurezza alimentare a livello globale sia invece necessario un investimento annuo pari a 23 miliardi di dollari da parte dei paesi del G8 entro il 2012. Solo in questo modo si darebbe una risposta reale al fabbisogno stimato dalle Nazioni Unite di 30 miliardi di dollari e al quale oggi i Paesi ricchi hanno risposto solo con un’erogazione pari al 10% di tale somma. Secondo le stime di ActionAid inoltre, l’Italia è all’ultimo posto tra i paesi del G8 nella lotta alla fame: attualmente spende 220 milioni mentre dovrebbe arrivare a quota 1, 59 miliardi entro il 2012.
"Ci appelliamo al richiamo del presidente Berlusconi ai "valori dell’etica, della moralità e della trasparenza", affinché si metta la parola fine allo scandalo della fame nel mondo e delle promesse non mantenute", conclude De Fraia.
ActionAid svela le crepe nel G8 italiano. Lo spostamento del G8 all'Aquila porterà benefici agli abruzzesi colpiti dal terremoto? L'inchiesta di ActionAid racconta una situazione incerta dal punto di vista della trasparenza e dell'efficacia.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto una tregua al mondo politico per l’acceso dibattito sugli scandali personali di Silvio Berlusconi per non danneggiare lo svolgimento del vertice G8 della prossima settimana. Il G8 di quest’anno metterà infatti alla prova le capacità di leadership del Premier a livello internazionale.
Actionaid si augura che le iniziative e gli impegni che l’Italia vorrà assumere al Vertice G8 possano riscattare la credibilità del nostro Paese. Luca De Fraia, Vice Segretario Generale di ActionAid, ha detto a Reuters: "E' ovvio che i rumour sui comportamenti di Berlusconi possono danneggiare ciò che l'Italia sta facendo. C'è un problema di credibilità. Ma l'Italia è anche un grande Paese e da Berlusconi abbiamo bisogno di grandi iniziative".
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha dichiarato che il G8 de L'Aquila della prossima settimana non darà il via al nuovo codice di regole per il controllo dei mercati finanziari. Questo nonostante dall’inizio dell’anno l’idea del Ministro Tremonti di un "legal standard" internazionale sia diventata la bandiera della presidenza italiana del G8 e le numerose dichiarazioni di Berlusconi in cui definiva il vertice di luglio come il “G8 delle regole”.
"Prima di arrivare a un codice condiviso avremo da fare molti passaggi, L'Aquila è uno step verso ulteriori approfondimenti", ha detto Berlusconi, che già in occasione della visita al presidente USA Barack Obama, Berlusconi aveva ammesso che il nuovo codice non sarebbe stato un prodotto del G8 ma del G20. La Presidenza italiana spera che i principi contenuti nel Lecce Framework, elaborati in occasione della ministeriale finanze di giugno, vengano inclusi nella Carta per la crescita sostenibile a cui sta lavorando la Germania. Fonti diplomatiche riferiscono tuttavia che così come Berlusconi non "uscirà da L'Aquila con il codice, la cancelliera Angela Merkel non uscirà dal G20 di Pittsburg con la carta".
Il Ministro Frattini si trova in Africa per incontrare le più alte autorità di quattro Paesi: Angola, Nigeria, Sierra Leone e Senegal. Da anni un Ministro degli esteri italiano non visitava questi Paesi, segno di un rinnovato interesse dell’Italia verso l’Africa in vista del processo di outreach previsto per il Vertice G8 di quest’anno. Frattini ha infatti sottolineato che l’Africa è un attore centrale su temi globali quali la sicurezza e la stabilità, nonché un interlocutore particolarmente rilevante per l’Italia per le opportunità di investimenti che offre, per il tema dell’immigrazione e per la sicurezza energetica, essendo la Nigeria e l’Angola importanti produttori di petrolio.
Al World Economic Forum di Davos il Ministro dell’Economia Tremonti ha ribadito ancora una volta la necessità di instaurare un nuovo sistema di regole, un “legal standard” internazionale, per far fronte alla crisi finanziaria. Questa la proposta italiana per il G8 2009. Non sono infatti sufficienti iniezioni di capitali. Tremonti ha inoltre dichiarato che al G8 presenterà altre due proposte: il progetto di “eurobond”, vale a dire l’emissione di titoli di stato da parte dell’UE, e il progetto della “detax”, che prevede la destinazione di parte dell’IVA a progetti per i paesi più poveri.
Il Segretario Generale di ActionAid, Marco De Ponte, ha commentato positivamente l’intervento del sottosegretario Scotti alla sessione plenaria di chiusura della riunione di alto livello sulla sicurezza alimentare di Madrid sull’impegno dell’Italia a sostenere la partnership globale per l’agricoltura e la sicurezza alimentare. De Ponte ha sottolineato che il lavoro dell’Italia durante la Presidenza del G8 2009, deve mirare ad “adottare regole chiare e trasparenti, che tengano in considerazione le esigenze dei milioni di piccoli produttori dei paesi poveri del mondo che oggi soffrono la fame”. ActionAid è infatti contro una partnership che dia ulteriori poteri a multinazionali e fondazioni. Per far fronte al problema della crisi alimentare è necessario “fortificare gli organismi delle Nazioni Unite specializzati nello sviluppo agricolo e l’alimentazione rispettando il loro mandato originario”. Per ulteriori informazioni: http://www.actionaid.it/popUp/comunicato.jsp?cs=370
A sei mesi dal suo lancio, si è chiuso sabato 10 gennaio il sondaggio dal titolo: “Quali dovrebbero essere le 3 priorità del G8 italiano per l'Africa?”, pubblicato sul blog di ActionAid dedicato alla trasparenza nell’Aiuto italiano (http://actionaiditalia.blogspot.com).
Alberto Chiara di Famiglia Cristiana ha intervistato il Ministro degli Esteri Franco Frattini poco dopo l’inizio della nuova crisi mediorientale. L’intervista verte sulla posizione dell’Italia relativamente a temi di politica estera quali il conflitto israelo-palestinese e la situazione in Afghanistan, oltre che sul summit del G8 e i tagli alla cooperazione allo sviluppo. Il Ministro Frattini ha affermato che l’Italia, nel quadro della presidenza del G8 per il 2009, s’impegnerà perché il processo di pace delineato ad Annapolis sia portato avanti. Sul tema della sicurezza e della lotta al terrorismo Frattini sostiene la necessità di un migliore coordinamento tra UE e NATO, tema che verrà approfondito durante il G8 di luglio, nonché di una strategia globale che miri non solo a svuotare gli arsenali, ma anche a combattere davvero la povertà. Sul G8 il Ministro ha ricordato inoltre che il Summit prevede oltre all’incontro ufficiale di luglio, una serie di G8 ministeriali/tematici su welfare, ambiente, economia e politica estera. Per la prima volta ci saranno inoltre un G8 relativo all’agricoltura (focalizzato sulla sicurezza alimentare), e un G8 dedicato agli aiuti allo sviluppo.
A proposito dei tagli alla cooperazione per il 2009, il Ministro ha affermato che tutti i paesi stanno tagliando i fondi per via della crisi economico-finanziaria mondiale, ma che l’Italia ha comunque recuperato 100 milioni di € per dei progetti di cooperazione civile, cui si conta di aggiungere un rientro ragionevole del budget versato al Fondo Sociale Europeo. Ha inoltre dichiarato di voler coinvolgere maggiormente le aziende italiane e la cooperazione decentrata. Frattini ha inoltre anticipato l’intenzione di convocare una riunione in febbraio con i Ministri degli esteri di altri 40-50 paesi per redigere una proposta di riforma dell’ONU che possa garantire una maggiore democrazia e un allargamento del Consiglio di Sicurezza.
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha contattato vari leader internazionali per l’organizzazione e la definizione dell’agenda del G8 2009. La Presidenza italiana si impegnerà in particolare nel dialogo con i Paesi Arabi moderati, per questo Berlusconi ha contattato il Primo Ministro turco, Tayyip Erdogan, sulla crisi mediorientale. Il Premier ha inoltre sentito il Cancelliere tedesco Angela Merkel per il coordinamento dei vertici G20, NATO e G8 dei prossimi mesi, il Premier ceco, Mirek Topolanek, sulla missione dell’UE nell’area di crisi, e il Primo Ministro giapponese, Taro Aso, sulle tematiche del prossimo G8, che vedono un focus sull’economia globale, l’energia, lo sviluppo sostenibile e il cambiamento climatico.
Come di consueto, il Gruppo di ricerca sul G8 dell’Università di Toronto lavora costantemente all’aggiornamento del documento sintetico relativo al Summit in programma. Le ultime modifiche al rapporto sul G8 italiano risalgono al 3 gennaio 2009: in esso si trovano informazioni sull’agenda, sui protagonisti della presidenza italiana, lo stato del dibattito a livello internazionale sui temi chiave, segnalazioni media rilevanti, la relazione tra la presidenza di turno ed altri Paesi (G8 e non), informazioni sugli incontri ministeriali.
Durante la conferenza stampa di fine anno, Silvio Berlusconi ha dichiarato che il summit del G8 2009 comporterà serie responsabilità per l’Italia. I paesi del G20 avrebbero infatti invitato l’Italia ad assumere un ruolo che dia impulso ad una governance economica, necessaria in un periodo di grandi difficoltà a livello globale. Il Presidente del Consiglio ha dichiarato che incontrerà non solo i Capi di Stato degli altri membri del G8, ma anche i leader di altri paesi quali il Brasile, l’India, la Cina e il Messico in preparazione al summit di luglio. Maggiori informazioni al link: www.g8italia2009.it/G8/Home/News/G8-G8_Layout_locale-1199882116809_1199886063534.htm
L’Italia destinerà 50 milioni di euro all’innovazione digitale nei paesi in via di sviluppo nel quadro della Presidenza italiana del prossimo G8. L’iniziativa era già stato lanciata dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante il G8 del 2001 allo scopo di colmare il gap digitale di 18 paesi dell’Africa sub-Sahariana, del Nord Africa, del Medio Oriente, dei Balcani e dell’America Latina per rendere i più trasparenti i meccanismi democratici. Questo nuovo finanziamento, a cui partecipano anche fondi privati, servirà per finanziare 27 nuovi progetti. Questo programma di e-governance ha un scopo politico in quanto mira allo sviluppo democratico di alcuni paesi in via di sviluppo. In futuro l’Italia finanzierà un altro progetto per la digitalizzazione dei servizi consolari e diplomatici, che saranno così accessibili anche alla comunità italiana all’estero. Maggiori informazioni disponibili ai seguenti indirizzi: http://g8live.org/2008/12/19/italy-to-fund-e-governance-in-developing-countries www.esteri.it/MAE/IT/Stampa/Sala_Stampa/NoteStampa/2008/12/20081217_NotaServizio_ConferenzaCongiunta.htm
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha presentato durante una conferenza stampa le tematiche principali e il logo del prossimo G8, una scritta tricolore con 4 tartarughe azzurre sopra un mondo stilizzato. Il G8 2009 vedrà anche la partecipazione, in alcuni incontri, dei paesi del G14 e del G20. Il video della presentazione è disponibile al link: www.governo.it/GovernoInforma/Multimedia/dettaglio.asp?d=41273
Il Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha incontrato ieri a Londra il suo omologo britannico David Miliband: una conferenza stampa ha illustrato i punti principali affrontati durante il colloquio. Tra i temi affrontati anche la presidenza italiana del G8 nel 2009. Frattini ha spiegato che nei mesi a venire si vuole l’agenda dei Ministri degli Esteri del G8 in preparazione del Summit attorno a questi nodi: cambiamento climatico, povertà soprattutto in Africa, governance globale politica ed economica (soprattutto rispetto alle istituzioni finanziarie internazionali). L’Italia è interessata soprattutto a proposte proprio riguardo l’ordine economico internazionale: una nuova Bretton Woods, proposta elaborata qualche settimana fa dal Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ha trovato il favore di Londra e potrebbe rivelarsi interessante anche per altre cancellerie occidentali all’indomani del fallimento dei negoziati del Doha Round. L’orientamento generale del Governo italiano - a detta di Frattini - è comunque quella di concentrarsi su “proposte concrete anziché grandi documenti pieni solo di belle parole”. Di fronte alle crisi mondiali è quanto mai urgente offrire risposte e soluzioni che possano avere un impatto globale significativo.
ActionAid è un'organizzazione internazionale indipendente impegnata nella lotta contro la povertà e le cause dell'esclusione sociale. Nata nel 1972 opera in oltre 40 paesi del mondo raggiungendo oltre 13 milioni di persone che vivono in condizioni di povertà ed emarginazione.