Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha consegnato agli altri leader del G8 l’appunto che la Coalizione Italiana Contro la Povertà ha sottoposto al Premier nel corso dell’incontro tenutosi a Palazzo Chigi il 2 luglio scorso.
Il documento contiene le critiche e le proposte avanzate dalla società civile italiana per promuovere soluzioni urgenti alla crisi globale, alla povertà, ai cambiamenti climatici.
“Per la Coalizione questo è un importante traguardo raggiunto, la pressione esercitata sul Governo ha funzionato. Ora il documento è nella mani di chi ha la possibilità di tradurre le nostre proposte in scelte politiche efficaci. Se ciò non accadesse, sarebbe un ulteriore motivo per sancire l’inefficacia e l’inutilità di vertici come questo”. Questo il commento rilasciato da Laura Ciacci e Sergio Marelli, portavoce della Coalizione Italiana Contro la Povertà.
Stamattina a Piazza del Popolo una trentina di attivisti di GCAP si sono riuniti per un azione dimostrativa pacifica per richiedere ai leaders del G8 di rispettare gli impegni presi in precedenza. Durante la manifestazione gli attivisti hanno giocato con delle piscine gonfiabili che riportavano la caricatura del primo ministro Berlusconi "sotto torchio" o la foto-caricatura di gruppo dei grandi della terra riuniti insieme. Le immaggini sono riprese dalla campagna di Gcap 'Press the 8'.
In vista del Vertice G8 di quest’anno, ActionAid ha pubblicato un rapporto sulla sicurezza alimentare globale e sul diritto al cibo. Le 7 raccomandazioni contenute nel documento e rivlte ai leader del G8, indicano le misure necessarie per far fronte in modo concreto alla crisi alimentare:
1. aumentare le risorse all' agricoltura su piccola scala
2. espandere i meccanismi di protezione sociale
3. ricostituire le riserve alimentari
4. affrontare la sfida del cambiamento climatico
5. cambiare le regole commerciali in agricoltura: stop alla liberalizzazione forzata
6. biocarburanti: una falsa soluzione
7. porre fine alla pratica del land grabbing.
In particolare ActionAid ha calcolato che per combattere l’insicurezza alimentare globale, l’aiuto pubblico all’agricoltura dei Paesi del G8 dovrà raggiungere almeno la cifra di 23 miliardi di dollari l’anno entro il 2012, come parte dei 30 miliardi l’anno che la FAO ritiene il minimo indispensabile per rilanciare l’agricoltura a livello globale e sconfiggere la fame. Tale target è calcolato in base al peso economico (PIL) dei paesi del G8 e potrà realizzarsi solamente attraverso lo stanziamento del 0,7% del PIL in aiuto pubblico allo sviluppo entro il 2012.
De Fraia: “il G8 deve investire 23 miliardi di dollari l’anno per non perdere credibilità
“I leader del G8 che tra poche ore si riuniranno a L’Aquila, hanno un’unica possibilità per contribuire a fermare la spirale della fame che cresce inesorabile di giorno in giorno: investire 23 miliardi di dollari l’anno in aiuto pubblico per il settore agricolo su piccola scala. Tale cifra è parte dei 30 miliardi l’anno che la FAO ritiene il minimo indispensabile per rilanciare l’agricoltura a livello globale e sconfiggere la fame”. Questo l’appello di Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di ActionAid, alla vigilia del Vertice dei capi di stato del G8.
In occasione del G8, l’organizzazione internazionale ha realizzato un’analisi che quantifica e cadenza il contributo che i Paesi del G8 dovranno dare annualmente, da qui al 2012, per mantenere l’impegno preso lo scorso anno contro la crisi alimentare globale. Secondo le stime di ActionAid, l’Italia è all’ultimo posto tra i paesi del G8 nella lotta alla fame: attualmente spende 220 milioni mentre dovrebbe arrivare a quota 1, 59 miliardi entro il 2012. Tale target è calcolato in base al peso economico (PIL) dei paesi del G8 e potrà realizzarsi solamente attraverso lo stanziamento del 0,7% del PIL in aiuto pubblico allo sviluppo entro il 2012.
“Lo scorso luglio, nel bel mezzo di una crisi alimentare globale, durante il vertice in Giappone i capi di stato del G8 hanno adottato una dichiarazione di intenti sulla sicurezza alimentare globale. Sono circa 3 i miliardi di dollari erogati finora dai paesi del G8 rispetto ai 10 che si impegnati a stanziare in aiuti alimentari, protezione sociale e aiuti all’agricoltura. Nel corso di un solo anno, 100 milioni di persone in più sono scese sotto la soglia di povertà. Il vertice della prossima settimana è dunque l’ultima occasione che ha G8 per riguadagnare credibilità agli occhi dell’opinione pubblica internazionale, stanca di ascoltare promesse che non vengono mantenute”.
Ricordate la crisi alimentare? I prezzi del cibo schizzarono alle stelle. In Italia ci si accorse che ci volevano sempre più euro per fare la spesa. Nel Sud del mondo tanta gente rinunciò a farla. La FAO convocò un summit. Gli esperti studiarono gli interventi possibili: fronteggiare il caro-cibo, appurarono allora, sarebbe costato 30 miliardi di dollari l'anno. Risultato? I Paesi ricchi s'impegnarono a versarne 22. Di più non era possibile, dissero. Ebbene, a oggi ne sono stati stanziati concretamente 3. Secondo gli Obiettivi del Millennio, dal 2000 a oggi gli 800 milioni di denutriti di allora avrebbero dovuto scendere. Oggi dovrebbero essere non più di 600 milioni. Invece, sono cresciuti. «Per questo vogliamo dire ai "grandi della terra" che la loro ignavia è diventata intollerabile», spiega Livia Zoli, della direzione di Actionaid.
Che ne è degli impegni assunti per la salute globale dalle varie riunioni del G8? È per rispondere a questa domanda che il gruppo di lavoro parlamentare Salute globale e diritti delle donne, composto da parlamentari italiani di tutte le provenienze politiche, ospita a Roma il 22 e 23 giugno la Conferenza internazionale dei parlamentari per il G8 dal titolo "Investimenti strategici al tempo della crisi - Ilvantaggio di dare priorità alla salute delle donne". La Conferenza è organizzata dalla GCAP - Coalizione italiana contro la povertà, in collaborazione con ActionAid Italia, AIDOS, DSW - Deutsche Stiftung Weltbevolklerung e EPF (il Forum parlamentare europeo sulla popolazione e lo sviluppo). Vi partecipano parlamentari provenienti da paesi europei, africani e asiatici, nell'ambito degli eventi preparatori al vertice G8 dell'Aquila. La conferenza parte dalla domanda: chi paga il prezzo della crisi globale? Le donneinnanzitutto: ne viene compromessa la salute, l'occupazione, la dignità. Per questo i parlamentari chiederanno al G8 di tutelare e investire sulla salute della donna, perno dell'economia e della società dei Paesi in via di sviluppo.
La FAO ha reso note le nuove statistiche sulla fame nel mondo. 1,20 miliardi di persone risultano malnutrite, una cifra che supera di oltre 100 milioni il livello dell’anno scorso e rappresenta circa un sesto della popolazione mondiale. L’attuale crisi globale sarebbe la causa principale del drastico aumento della fame nel mondo in quanto i redditi e le opportunità di impiego ha ridotto notevolmente l’accesso al cibo da parte dei poveri. L’aumento del numero di malnutriti non dipende da una scarsa offerta alimentare, il 2009 è infatti stato un anno positivo in termini di produzione cerealicola. Tuttavia i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati notevolmente e la crisi ha contribuito e aggravato lo scarso potere d’acquisto da parte di gran parte della popolazione che già viveva in condizioni di vulnerabilità. Tra le cause dell’aumento dei prodotti alimentari vi sono la produzione di biocarburanti e la mancanza di una regolamentazione internazionale sull’acquisto di terreni agricoli dei Paesi in via di sviluppo da parte delle multinazionali e dei governi dei Paesi ricchi. Inoltre in questi anni i Governi hanno fallito nel dare una soluzione al problema della fame nel mondo, non rispettando gli impegni presi e non fornendo risposte adeguate a questo fenomeno globale. Per questo è necessario che l’agricoltura e la lotta alla fame siano al centro dell’agenda politica internazionale. In questo senso i Paesi del G8 possono fare la differenza, adottando misure idonee e risposte efficaci alla crisi globale che colpisce in particolare i Paesi più vulnerabili (benché si noti un aumento del numero di malnutriti anche nei Paesi industrializzati) e mantenendo le promesse fatte nelle principali sedi internazionali.
Il Rapporto 2009 della Campagna internazionale ONE accusa Italia e Francia di non rispettare gli impegni presi al summit di Gleneagles del 2005 per combattere la povertà, ciò che metterebbe a rischio gli sforzi dell’intero G8. Secondo il rapporto, il G8 ha fornito solo un terzo (7 miliardi di dollari) degli aiuti promessi nel 2005 all'Africa entro la fine del 2010 (21,5 miliardi di dollari) e prevede che a fine 2009 le risorse stanziate corrisponderanno solo alla metà di quelle promesse. Italia e Francia sarebbero responsabili “dell'80 per cento degli aiuti mancati”. In particolare nel rapporto quella dell’Italia viene definita “di gran lunga la peggiore performance del G8” ed è messa in discussione l’intenzione della Presidenza italiana di mettere l'Africa tra le priorità del vertice di luglio. A questo proposito il rapporto ricorda il taglio di 411 milioni di euro alla cooperazione previsto dalla finanziaria 2009 e invita il governo italiano a raggiungere l’obiettivo dello 0,7% del PIL a favore degli aiuti indicato dall’ONU. Alla presentazione del rapporto tenutosi ieri a Londra, Geldof, consulente di ONE, ha attaccato con queste parole: “Povera, triste Italia. Che la loro economia si trovi in condizioni così disastrose, tali da costringerli a rubare ai poveri, a sottrarre risorse ai malati e a privare i giovani dell'istruzione è un'umiliazione della nostra immaginazione, ma anche dell'anima di quel meraviglioso paese. Vergogna, Italia. Il tuo governo ti disonora”. Secondo ONE infatti l'operato dell'Italia fa sorgere domande sulla sua credibilità come presidente del G8 di quest'anno.
Clicca qui per leggere l'articolo del Sole 24 ore sul rapporto di ONE in cui viene presentata l'analisi di ActionAid sui tagli alla cooperazione previsti dalla finanziaria 2009.
Si è svolto il 10 giugno a Roma il 12° incontro dell’African Partnership Forum (APF), istituito nel 2003 al Vertice G8 di Evian al fine di coinvolgere i principali Paesi partner per lo sviluppo dell’Africa e allargare il dialogo ad alto livello tra il G8, i Paesi OCSE e l’Unione Africana/NePAD. Le conclusioni del forum, presentate alla ministeriale sviluppo, saranno al centro del Vertice G8 di luglio. Tra le priorità d’intervento dell’APF sotto Presidenza italiana del G8 vi sono: l’impatto della crisi globale sull’Africa, la sicurezza e il terrorismo, la lotta ai cambiamenti climatici e la salvaguardia delle foreste e della biodiversità del Bacino del Congo. Il Ministro Frattini ha aperto i lavori del Forum, dichiarando che l’Italia sta cercando di coinvolgere maggiormente l’Africa in ambito G8. Il continente africano è infatti considerato un partner strategico. Per questo è necessario promuovere le relazioni politiche con tutte le sue istituzioni, cambiando l’approccio donatore-beneficiario verso l’Africa, e rafforzare il dialogo con i leader africani e con L’Unione Africana e il NEPAD, che hanno un ruolo sempre più rilevante.
"La visita di Gheddafi, in vista del G8 di luglio , può essere l’occasione per l’Italia di fare un bilancio dell’impegno che il Governo mette effettivamente in campo per il continente africano. Il nostro Paese infatti rischia di giungere alla vertice senza una strategia certa per raggiungere gli Obiettivi del Millennio". Così Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid, al margine della visita ufficiale in Italia del leader libico Gheddafi, Capo di Stato ma anche Presidente dell’Unione Africana.
“E’ indispensabile", prosegue De Ponte, "che il governo approvi un Piano per il riallineamento europeo dell’aiuto italiano allo sviluppo. Il Piano”, prosegue De Ponte “dovrebbe consentire al nostro Paese di centrare l’obiettivo dello 0,7% del PIL da destinare alla cooperazione entro il 2015”.
Il Presidente Gheddafi il prossimo venerdì incontrerà all’Auditorium di Roma rappresentanze femminili del mondo politico, della cultura e dell’imprenditoria del nostro paese. L’incontro sarà l’occasione per il ministro italiano delle pari opportunità Mara Carfagna di tenere una relazione sulla situazione dell donne in Africa. “Ci piacerebbe ascoltare nella relazione del Ministro anche un resoconto dell’attuazione degli impegni presi dal nostro Paese sui diritti delle donne, soprattutto di fronte al leader di un Paese responsabile di vessazioni e violenze nei confronti di donne e uomini migranti, che vivono o transitano sul territorio libico”, conclude De Ponte.
Il Segretario generale della Farnesina e sherpa dell'Italia per il G8, Giampiero Massolo, ha partecipato ad un forum all'ANSA e ha replicato a domande su temi quali il G8, l'Africa, l'aiuto ai Paesi in via di sviluppo, il e la lotta alle pandemie. Ecco una sintesi di alcune delle tematiche trattate:
1. G8 ALL'AQUILA "Sono molto fiducioso del successo del vertice del G8", ha detto Massolo, sottolineando che i partner internazionali hanno "ben compreso" i motivi che hanno portato allo spostamento del vertice dalla Maddalena all'Aquila. La decisione del governo italiano, ha spiegato, ha avuto alla sua base "ragioni di solidarietà per le popolazioni colpite dal sisma e di sobrietà, perché l'organizzazione di queste grandi manifestazioni internazionali non sono più, se lo sono state, occasioni di mondanità ma di solido lavoro".
2. PROPOSTA ITALIANA G14 e formati G8/G20 Una delle proposte che la presidenza italiana porterà al vertice dell'Aquila è di far diventare il G14 (i paesi del G8, più le 5 maggiori economie emergenti - Cina India, Brasile Sudafrica e Messico, più l'Egitto) "strumento permanente di governance della globalizzazione". Massolo ha inoltre insistito sulla necessità di evitare la competizione tra formati di governance tipo G8 o G20, dichiarando che "di tutto ha bisogno il mondo in questo momento meno che di pestarsi i piedi su formati di governance".
3. IRAN ALLA RIUNIONE DI TRIESTE Massolo ha spiegato che la partecipazione dell'Iran alla riunione dei ministri degli Esteri a Trieste è per l'Italia una priorità: "Se vogliamo partire da un'ottica di stabilizzazione regionale dobbiamo unire intorno a un tavolo gli attori politicamente e geograficamente rilevanti e questo è a maggior ragione vero per l'Iran, in un momento in cui esso stesso si pone come attore importante nella regione".
4. SALUTE Il Segretario generale della Farnesina ha indicato la lotta alle pandemie come uno dei successi del G8, riferendosi in particolare al Fondo Globale per la lotta all’AIDS/HIV, tubercolosi e malaria, “a cui la presidenza italiana intende dedicare ampio spazio nel corso di questo appuntamento dell'Aquila”. Massolo ha sottolineato la necessità, in ambito della lotta alle pandemie, di sviluppare all'interno del G8 interventi per “contribuire a rafforzare le strutture dei sistemi sanitari dei Paesi meno prosperi” e di “dare impulso, con una partnership tra Paesi del G8 e Paesi dell'Africa, a progetti mirati, guidati dai Paesi riceventi, in un settore nevralgico come quello dell'emergenza idrica e sanitaria”.
5. CLIMA: AVANZA IL NEGOZIATO, A G8 FORUM MEF In vista del vertice di Copenaghen e dei negoziati sul clima post-Kyoto, giocherà un ruolo fondamentale il MEF (Major Economies Forum, che comprende G8 + G5 + Egitto e Indonesia, Corea del Sud e Australia), che si riunirà nel secondo giorno del vertice del G8 all'Aquila. Secondo Massolo tutti gli incontri preparatori di Copenaghen, compreso quello dell'Aquila, hanno come obiettivo "di precostituire un quadro che consenta di arrivare a dicembre a chiudere almeno una proposta quadro sul post-Kyoto". Particolare attenzione sarà dedicata ai Paesi più poveri, che "pur non essendo responsabili dell'inquinamento globale, rischiano di subire le conseguenze più rigide dei cambiamenti climatici".
In un’intervista del “Velino”, il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha illustrato il ruolo della Presidenza italiana del G8 nell’attuale scenario internazionale. Frattini ha innanzitutto dichiarato che la delicata situazione causata dalla crisi mondiale accresce le responsabilità del nostro Paese in vista del Vertice di luglio. La Presidenza del G8 aspira in questo senso ad “integrare e migliorare” le misure anticrisi adottate nei Summit G20 di Washington e Londra, in particolare attraverso “un codice di regolamentazione contro i paradisi fiscali”.
Al Vertice di luglio l’Italia inoltre ribadirà il “rigetto di ricette economiche di tipo protezionistico per concentrarsi su ricette strutturali di medio-lungo termine per rilanciare la crescita globale”.
Tra le priorità del G8 vi è inoltre il rilancio dello sviluppo dell’Africa e un coinvolgimento dei Paesi africani nelle discussioni su temi globali, al centro anche dell’incontro dei Ministri degli Esteri del G8 di Pescara. Tra le tematiche che necessitano particolare attenzione vi sono certamente anche i cambiamenti climatici e la sicurezza energetica, nonché il terrorismo, il disarmo e la non-proliferazione. Altro tema scottante è la stabilizzazione della regione Afghanistan-Pakistan, che prevede anche il coinvolgimento dell’Iran. Secondo Frattini la situazione in questa regione necessita infatti di un impegno di tutti i Paesi limitrofi nella ricerca di una possibile soluzione. Frattini ha sottolineato l’importante ruolo dell’Italia in Afghanistan, non solo per la recente decisione d’incrementare la presenza militare italiana nel Paese, ma anche per il suo intervento in favore della revoca/modifica della legge del Presidente Karzai sul diritto di famiglia, che secondo il governo italiano viola i diritti fondamentali delle donne.
L'intervista a Frattini è disponibile sul sito del MAE
Si è svolta alla Farnesina il 10 e 11 marzo la riunione dell’Infrastructure Consortium for Africa (ICA), ospitata dalla Presidenza italiana del G8. L’ICA è una partnership tra i Paesi del G8, l’Unione Africana e la Banca Africana di Sviluppo. Fu creata nel 2005 sotto Presidenza britannica al fine di promuovere lo sviluppo delle infrastrutture in Africa, la cui arretratezza è causa della cronica insufficienza di acqua, elettricità e vie di trasporto nel continente. All’incontro è stata rilevata la mancanza di 8 miliardi di dollari necessari per uno sviluppo efficiente delle infrastrutture nel continente africano, che richiede un investimento di 20 miliardi di dollari l'anno. L’insufficienza di fondi, aggravata dalla crisi, richiede quindi uno sforzo per attirare altri capitali, soprattutto quelli privati. Secondo il coordinatore dell’ICA Alex Rugamba è necessario infatti porre le basi per assicurare una ripresa effettiva da parte dell’Africa una volta terminata la crisi. Il Sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Scotti, ha lanciato la proposta, che sarà sottoposta anche al Summit G8 di luglio, di mettere in atto "meccanismi finanziari che attenuino il rischio e favoriscano maggiori finanziamenti da parte di privati".
Si svolgerà a Roma il 26 e 27 marzo l’incontro annuale delle accademie scientifiche dei Paesi appartenenti al G8 allo scopo di elaborare documento di posizione su alcune tematiche centrali del G8 2009, in particolare le nuove tecnologie per la produzione di energia e i flussi migratori internazionali. La riunione, organizzata dall’Accademia Nazionale dei Lincei, sarà aperta anche alle accademie dei principali Paesi emergenti, Brasile, Cina, India, Messico e Sud Africa, nonché al Network of African Science Academies – NASAC. Parteciperà inoltre in veste di osservatore l’accademia nazionale egiziana.
Domenica 22 febbraio si è svolto a Berlino l’incontro tra i Paesi europei membri del G20, la Commissione Europea, la Banca Centrale Europea e l’Eurogruppo sui provvedimenti necessari per affrontare la crisi economica e finanziaria in vista del Vertice G20 di aprile. La Cancelliera tedesca Angela Merkel ha sottolineato la necessità di regole condivise a livello globale: "Londra sarà un primo passo, poi il vertice G8 in Italia sarà un secondo passo per arrivare a una carta per principi che siano comuni in futuro". Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ribadito l’esigenza di un coordinamento G8-G20: “Nel G20 si discuterà delle soluzioni tecniche e dirette da intraprendere, mentre il G8 della Maddalena avrà il compito di proporre meccanismi politici e regolamentari di contrasto alle cause che hanno prodotto la crisi, perché non si ripeta». In un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco Bild, Berlusconi ha dichiarato che la Presidenza italiana al Vertice G8 di luglio proporrà un meccanismo fiscale, la Detax, che destinerà ai Paesi in via di sviluppo una percentuale di gettito fiscale. Il premier britannico Gordon Brown ha insistito sulla necessità di adottare misure per far fronte alla disoccupazione e per regolamentare e controllare i mercati finanziari, riferendosi in particolare agli hedge funds e ai paradisi fiscali. Severe sanzioni sono previste per coloro che non rispetteranno le regole. È stato infine annunciato un incontro, prima del G20 di Londra, tra i vertici delle istituzioni europee e il Presidente USA Barack Obama.
Si è svolto oggi a Villa Madama l’incontro tra il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, e il Primo Ministro del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Gordon Brown. L’intervento congiunto dei due Premier vede al centro del dibattito la crisi finanziaria ed economica globale, per far fronte alla quale il Vertice G20 di Londra e il Vertice G8 de La Maddalena saranno l’occasione per portare allo stesso tavolo i leader delle maggiori economie e istituzioni mondiali. Secondo Berlusconi e Brown “i leader mondiali devono assumere tre impegni: Primo, Intraprendere ogni azione necessaria per restaurare la fiducia, stabilizzare i mercati finanziari e mettere in grado le famiglie e le imprese di superare la recessione globale. Secondo, riformare e rafforzare il sistema finanziario ed economico globale per garantire che una simile crisi non si ripeta. Terzo, riportare l’economia globale sul binario di una crescita sostenibile low-carbon, a basse emissioni di gas serra”. Non sono auspicabili misura protezionistiche che aggraverebbero la crisi e ridurebbero la crescita in tutto il mondo, in quanto “ci privano dei benefici del commercio globale e confinano milioni di persone nella povertà”. Il Vertice di Londra sarà dedicato alla definizione di un accordo su una Carta dei Principi per la regolamentazione del mercato finanziario internazionale. Il Vertice G8 a La Maddalena andrà nello stesso senso e oltre, in quanto mirerà all’adozione di principi e regole condivise sulla “correttezza, integrità e trasparenza delle attività economiche e finanziarie internazionali”. I Vertici G20 e G8 quindi saranno un’occasione per adottare misure per la protezione dei più poveri in questa fase di recessione globale e per una crescita sostenibile. Per questo al centro del dibattito vi saranno lo sviluppo, il cambiamento climatico, l’energia e la sostenibilità globale. Questo obiettivo richiede non solo interventi governativi concertati a livello internazionali, ma anche il coinvolgimento del settore privato e della società civile, delle economie emergenti e dei leader africani.
Si terrà a Roma dal 20 al 21 febbraio la Conferenza Internazionale “Aspen for the G8: Sustainable Capitalism Finance, commodities and the common good”, organizzata da Aspen Institute Italia in collaborazione con il World Food Programme.
Il G8 non è più sufficiente per far fronte alla crisi economica e per gestire la globalizzazione, soprattutto se si considera che questo forum non comprende la Cina. Per questo l’Italia, Presidente del G8 2009, sta valutando di allargare il G8 a G13 o 14, senza rivelare quali nuovi paesi vi rientreranno. Anche il comunicato finale del World Economic Forum non fa nessuna richiesta al G8 e fa appelli solo al G20.
Al World Economic Forum di Davos (28-30 gennaio 2009) molti leader hanno espresso la loro preoccupazione su possibili effetti negativi della crisi economica sugli aiuti allo sviluppo. Primi fra tutti i rappresentanti dei paesi africani, che temono le conseguenze di eventuali tagli agli aiuti, non solo da un punto di vista economico (la Banca africana dello Sviluppo ha stimato che la crescita economica in Africa dovrebbe calare dal 6,5% al 4,5% nel 2009 a causa della crisi mondiale), ma anche in materia di democrazia. Il capo di Stato del Rwanda, Paul Kagame, ha dichiarato infatti che le difficoltà economiche possono fornire dei pretesti per rallentare il cammino verso la democrazia in alcuni stati africani. Anche l'ex segretario generale dell'ONU, Kofi Annan, ha espresso la sua preoccupazione su eventuali tagli agli aiuti, che non permetterebbero di consolidare i progressi registrati nel continente in questi ultimi anni. Secondo il premier del Mozambico, Luisa Dias Diogo, gli aiuti all'Africa sono "noccioline" per i paesi occidentali se paragonati alle cifre versate per il sostegno alle loro banche e alle loro industrie. Bill Gates ha lanciato un appello ai partecipanti del Forum perché mantengano i loro impegni finanziari verso i paesi in via di sviluppo malgrado la crisi e ha invitato la Cina ad aumentare le sue donazioni. Ha inoltre annunciato una donazione di 34 milioni di dollari al Global Network for Neglected Tropical Deseases, impegnato nella lotta alle malattie tropicali che colpiscono le popolazioni più povere. Anche il cancelliere tedesco Angela Merkel ha ribadito la necessità di non abbandonare la lotta alla povertà. Nel quadro della crisi, la Merkel ha dichiarato che per far fronte alla situazione economica mondiale il G8 non è più sufficiente ed è necessario un G20 allargato anche ai capi di stato; ha inoltre affermato che è necessario costituire un Consiglio economico dell’ONU per garantire la regolazione dei mercati, la liberalizzazione del commercio e la protezione dell'ambiente. Ma la crisi, ha sottolineato, non deve avere come conseguenza un taglio agli aiuti ai paesi più vulnerabili.
ActionAid è un'organizzazione internazionale indipendente impegnata nella lotta contro la povertà e le cause dell'esclusione sociale. Nata nel 1972 opera in oltre 40 paesi del mondo raggiungendo oltre 13 milioni di persone che vivono in condizioni di povertà ed emarginazione.