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lunedì 20 luglio 2009

ActionAid: "Considerazioni sul Vertice G8 de l’Aquila" di Luca De Fraia

Il Summit dell’8 - 10 luglio è la conclusione di un processo negoziale che si è svolto negli ultimi dodici mesi. Per quanti hanno seguito il percorso preparatorio, era evidente che il Summit correva il rischio di un fallimento clamoroso rispetto al compito che gli otto grandi sarebbero stati chiamati a affrontare: dare un segnale concreto del fatto che i Paesi più ricchi sono consapevoli del destino comune del mondo intero, che oggi deve affrontare le conseguenze di più crisi, ovvero quella finanziaria, alimentare e ambientale.

La crisi di credibilità del G8 è stata poi alimentata da cambiamenti profondi nel quadro degli equilibri internazionali, dove è evidente la presenza sempre più attiva dei Paesi emergenti, fra i quali grandi potenze come Brasile, Cina e India. Una crisi di credibilità che ha preso anche la forma di una competizione fra vertici e formati: G8 versus G20, e viceversa. In questo contesto, la presidenza italiana non sembrava avere l’autorevolezza necessaria per affrontare un compito difficile: il biglietto da visita era stato il taglio del 56% delle risorse per la lotta alla povertà del Ministero degli Affari Esteri, proprio all’inizio del 2009.

Dubbi sulle sorti del G8 non sono certo superati, ma il fiasco è stato evitato. In particolare, da questo Vertice escono importanti segnali su più fronti.

Il Vertice de L’Aquila ha lanciato un’iniziativa dedicata alla sicurezza alimentare. Si tratta di un risultato che è la conclusione di un percorso avviato a partire dall’appello lanciato dalla FAO nel giugno 2008 per iniziative urgenti per battere la crisi alimentare e invertire la tendenza di questi ultimi dodici mesi, nei quali più di 100 milioni di persone sono finite sotto la soglia della fame e della povertà. Questa iniziativa ha preso forma in una dichiarazione ad hoc, i contenuti della quale sono stati in discussione fino all’ultimo momento. L’iniziativa del Presidente Obama ha dato un impulso decisivo. La dichiarazione è stata firmata da tutte le delegazioni presenti al Vertice e non soltanto dagli otto.

La dichiarazione prevede che nei prossimi tre anni vengano spesi 20 miliardi di dollari in aiuti all’agricoltura, per la sicurezza alimentare e per uno sviluppo agricolo sostenibile. E’ un obiettivo insufficiente: la FAO stima che siano necessari 30 miliardi di dollari all’anno per assicurare a tutti il diritto al cibo; secondo Actionaid, i Paesi del G8 dovrebbero dare un contributo pari a 23 miliardi di dollari all’anno per raggiungere questo obiettivo, in base al loro peso economico. Si tratta di impegni alla portata dei bilanci dei grandi Paesi industrializzati, che negli ultimi mesi hanno investito decine di migliaia di miliardi in riposta alla crisi finanziaria.

Deve essere ugualmente riconosciuto che l’accordo raggiunto a l’Aquila in materia di sicurezza alimentare rimette al centro dell’agenda la questione degli investimenti del settore agricolo, che degli ultimi venti anni sono passati dal 17% del totale degli aiuti a circa il 3%.

Non mancano contraddizioni nella posizione concordata nel Vertice, come nel caso dell’indicazione del mercato come una leva fondamentale per affrontare la lotta alla fame e, al medesimo tempo, il riferimento giusto e opportuno al ruolo decisivo dei piccoli produttori, che sono un attore fondamentale poiché sono in prima linea nelle comunità che soffrono la fame. Non mancano dubbi anche sulla trasparenza di questi impegni, nel senso che dovremo monitorare quali risorse verranno effettivamente contabilizzate, e se quindi verranno effettivamente prese in considerazione solamente quelle destinate all’agricoltura, o non verranno invece contabilizzati anche gli aiuti alimentari di emergenza, che sono cosa giusta, ma diversa in termini di sviluppo agricolo. Non mancano quindi gli elementi di preoccupazione, ma rimangono anche gli elementi positivi, a partire dai quali si può continuare a lavorare nei prossimi mesi.

Sul fronte dei cambiamenti climatici, il G8 ha trovato un accordo per raggiungere una riduzione dell’80% delle emissioni entro il 2050, e sostenere una riduzione a livello globale del 50%. Questa articolazione di obiettivi ‑ quelli adottati dai Paesi G8 e quelli che devono essere condivisi con il resto della comunità internazionale ‑ riflette l’assenza di un accordo globale su risultati di lungo termine. In questo senso, è nota la posizione dei Paesi emergenti, che sostengono di non poter sottostare a condizioni che impediscono loro la crescita economica. Il Vertice nel suo complesso ha fallito completamente, sia a livello G8 sia del complesso dei Paesi presenti a L’Aquila, nell’identificare degli obiettivi intermedi, sui quali si è fatta sentire anche in questi giorni la voce delle organizzazioni non governative (una riduzione del 40% entro il 2020).

Sul fronte dei cambiamenti climatici, un elemento positivo è l’accordo globale raggiunto in merito alla soglia di incremento di 2 gradi centigradi rispetto ai livelli di pre‑industrializzazione, al fine di contenere il riscaldamento globale; da questo elemento si può ripartire per cercare di arrivare a un accordo alla conferenza sui cambiamenti climatici di Copenhagen, che si svolgerà a dicembre sotto l’egida delle Nazioni Unite. Totalmente insufficiente è il risultato del Vertice in materia di risorse necessarie per mitigare e combattere le implicazioni dei cambiamenti climatici, per i quali i documenti ufficiali si limitato a richiedere l’impegno della comunità internazionale senza fissare impegni precisi.

Il fronte degli aiuti all’Africa è fra quelli che hanno sollevato maggiori preoccupazioni poiché il Vertice si è limitato a ripetere gli impegni presi nel Summit del 2005, nel quale si concordava di portare le risorse per il continente africano a 50 miliardi di dollari l’anno entro il 2010. Le organizzazioni internazionali hanno messo in evidenza i ritardi rispetto a questo obiettivo (nel 2008 mancavano ancora 20 miliardi di dollari), ma dal Vertice non sono giunti segnali incoraggianti (ad esempio, piani completi dell’indicazione dei tempi di esborso). Il G8 ha, d’altro canto, lanciato un segnale positivo pubblicando rapporti di verifica su quanto è stato fatto in questi ultimi anni nel campo dell’alimentazione, dell’educazione, della salute e dell’acqua. Da questi documenti emerge con chiarezza il fatto che i diversi Paesi operano spesso con metodologie differenti e può essere difficile capire fino in fondo la portata delle iniziative annunciate e intraprese; il G8 è oggi un po’ più trasparente, un elemento che cercheremo di utilizzare nella nostra azione di sensibilizzazione e pressione.

L’Italia non ha dato, nei giorni del Vertice, i segnali necessari a rendere credibile la propria iniziativa. In particolare, è mancato l’annuncio del piano per riallineare la cooperazione italiana con gli obiettivi europei, per portare gli aiuti dall’attuale 0,22% della ricchezza nazionale allo 0,51% entro il 2010 e lo 0,7% entro il 2015. Sulla possibilità di questo piano si erano espressi positivamente sia il Ministro degli Esteri sia quello delle Finanze, ma è mancato un annuncio conclusivo da parte del capo del governo. Il Presidente del Consiglio ha invece preso un solenne impegno nella conferenza stampa del 9 luglio in merito al versamento della quota per il 2009 al Fondo globale per la lotta all’HIV Tubercolosi e malaria: 130 milioni di euro entro “la fine del mese”. Manca all’appello ancora un chiarimento su quale sarà la parte italiana dei 20 miliardi di dollari per l’agricoltura; ci sono dichiarazioni che attribuiscono al nostro Paese un impegno di 450 milioni di dollari, ma non è ancora chiaro se si tratti di risorse nuove, che potranno almeno compensare i tagli introdotti con la finanziaria per quest’anno.

Evitato il fiasco, il G8 ha appena tracciato una strada che andrà percorsa con impegni a livello nazionale e in occasione dei prossimi forum internazionali, a partire dal vertice G20 settembre a Pittsburgh.

giovedì 16 luglio 2009

DPEF. ActionAid: documento incoerente con le dichiarazioni di Berlusconi al G8

Il documento di programmazione economico-finanziaria (Dpef) approvato ieri dal Consiglio dei Ministri è incoerente con quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio in occasione del G8.

“Se i contenuti del DPEF restano quelli presentati, l'Italia non avrà previsto risorse per onorare appieno gli impegni internazionali per la lotta alla povertà ", dichiara Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid "Ciò è particolarmente grave e stride con gli impegni presi e le dichiarazioni fatte pochi giorni fa dal presidente Berlusconi alla riunione del G8”.

In quella sede, infatti, il Presidente del Consiglio ha riconosciuto la necessità e la volontà dell'Italia di tornare a fare la propria parte in tema di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo.

"Ma di questa volontà nel documento approvato ieri non vi è traccia. E' come se il DPEF fosse stato scritto senza tenere minimamente conto di dichiarazioni rilasciate da Berlusconi solo una settimana fa".

ActionAid chiede che il governo chiarisca al più presto quale sarà il contributo italiano all’Aquila Food Initiative, importante strumento per la lotta alla fame nel mondo approvato all’ultima riunione del G8, e in che modo e dove le risorse finanziarie verranno trovate.

"Tra la riduzione del 56% dei fondi destinati alla cooperazione decisa nella scorsa legge Finanziaria e la mancanza di impegni nel DPEF vi sono state importanti dichiarazioni di Berlusconi", conclude De Ponte. "E' necessario dunque che l'Italia cambi decisamente rotta e prenda impegni concreti e chiari: ne va della lotta alla povertà nel mondo ma anche della credibilità stessa del presidente del Consiglio".

lunedì 13 luglio 2009

ACTIONAID VALUTA IL G8

TEMA

PROGRESSI REGISTRATI DAL G8

VOTO

RICHIESTE DI ACTIONAID

SICUREZZA ALIMENTARE

Atteso annuncio di 5 miliardi di $ all’anno per tre anni. (15 miliardi $)

Hanno annunciato lo stanziamento in questa settimana di 13,45 miliardi di $ per la crisi alimentare. Questa cifra sono gonfiate – almeno 1,35 miliardi di questo ammontare sono prestiti. Circa 1,5 miliardi di $ sono finanziamenti della Commissione Europea. ActionAid stima che il massimo speso davvero dal G8 per la crisi alimentare sia di 10 miliardi di $.

5/10

E’ un passo nella giusta direzione ma si potrebbe fare di più.

Il finanziamento dei Paesi G8 deve raggiungere 23 miliardi di $ entro il 2012.

FAME

Annuncio sulla fame.

Dichiarazione ad hoc condivisa sulla fame.

Contenuti di sostanza sulla fame nel comunicato finale G8.

8/10

Buon lavoro ma è necessaria maggiore attenzione ai dettagli.

La lotta alla fame sia messa tra le priorità dell’agenda politica.

BIOCARBURANTI

Nell’Accountability Report figurano 229 milioni di dollari in sussidi ai biocarburanti, contabilizzati come per la sicurezza alimentare mentre parte di questi soldi non vanno nemmeno ai Paesi in via di sviluppo.

Il joint statement (dichiarazione condivisa) afferma che la produzione di biocarburanti non deve compromettere la sicurezza alimentare.

0/10

Fallimento

"in classe non ascolta mai"

Stop ai sussidi e ai target (di produzione)

LAND GRABBING (Appropriazione indebita della terra)

Il comunicato G8 ha auspicato una proposta condivisa su principi e buone pratiche.

1/10

Risultati molto modesti

Creare un codice di condotta vincolante

DONNE

I pronunciamenti ufficiali menzionano le donne e altri piccoli proprietari agricoli.

L’Accountability Report non dà informazioni su quanto denaro è stato speso finora per questi gruppi.

3/10

Il G8 impara lentamente. In teoria è consapevole, ma stenta a mettere in pratica.

Indirizzare i finanziamenti verso le necessità dei piccoli produttori, soprattutto donne.

COMMERCIO

Il Comunicato G8 e il Joint statement (dichiarazione condivisa) chiedono entrambi una conclusione ambiziosa e completa del Doha Round

0/10

Fallimento

"continua a comportarsi male"

Arrestare l’imposizione della liberalizzazione commerciale.

CLIMA

Il tetto dei 2° Celsius è stato menzionato.

Non sono stati forniti dati sulla riduzione delle emissioni entro il 2020.

Non ci sono risorse aggiuntive per l’adattamento o per una crescita a ridotto contenuto di carbone. Nell’accountability report alcuni donatori contano ogni centesimo speso per il clima come se fosse speso per il cibo, anche se questi soldi non sono stati ancora effettivamente erogati e nemmeno in agricoltura.

1/10

Ma ascoltate mai?

Registrare dei progressi verso un ambizioso accordo.

venerdì 10 luglio 2009

G8: ACTIONAID, 20 MILIARDI DI DOLLARI DAL VERTICE. QUALE IL REALE CONTRIBUTO DEL L’ITALIA?

Coppito, 10 luglio 2009/ore 14:30

"Il vertice de L’Aquila si chiude con un solo impegno certo da parte dell’Italia: colmare il buco di 130 milioni di euro verso il Fondo Globale per l’Hiv, Tubercolosi e Malaria entro un mese," commenta Luca De Fraia, portavoce di ActionAid al G8, che aggiunge: "rimane del tutto incerto il contributo che l’Italia potrà dare all’iniziativa internazionale appena annunciata a favore della sicurezza alimentare mondiale, ovvero 20 miliardi di dollari in tre anni. Ma quale sarà il reale contributo del nostro paese? E le risorse stanziate saranno nuove o verranno sottratte ad altre iniziative?" Queste le domande che solleva il portavoce di ActionAid.
"Il presidente Berlusconi si è assunto di fronte alla comunità internazionale un impegno a recuperare il ritardo in materia di aiuto pubblico allo sviluppo ", prosegue De Fraia, "ma l’Italia deve chiarire subito quale sarà il contributo italiano all’Aquila Food Security Initiative e in che modo le risorse finanziarie verranno trovate perché - alla luce della riduzione dei fondi della cooperazione, nella scorsa legge Finanziaria, a circa 300 milioni di euro all’anno - si rischia la cannibalizzazione delle iniziative per la lotta alla povertà: per finanziarne una, si lasciano indietro le altre."
L’annuncio di un nuovo impegno finanziario del G8 per la sicurezza alimentare – spiega ActionAid - è un segnale di un’assunzione di responsabilità verso il miliardo di persone che soffre quotidianamente la fame, ma è ancora largamente insufficiente, soprattutto quando esso viene messo in atto una tantum e non con cadenza annuale. Sono necessari 23 miliardi di dollari annui da parte dell’insieme dei paesi del G8 per affrontare in maniera seria e duratura il problema della fame nel mondo.
"Rispetto al monitoraggio dell’attuazione degli impegni presi dai paesi del G8 in materia di sicurezza alimentare, i G8 dichiarano di aver investito, tra il 2008 e il 2009, 13,45 miliardi di dollari nella risposta alla crisi alimentare. ActionAid sostiene che tale cifra debba in realtà essere decurtata di parte degli investimenti dell’Unione Europea in materia di sicurezza alimentare, nonché dei prestiti su base concessionale. Inoltre", conclude De Fraia, "non è chiaro quanti di questi fondi siano effettivamente risorse fresche".

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Il Comunicato di ActionAid International sui risultati del Summit G8 2009

G8 Class of 2009: Hunger Report
July 10 2009

Spokesperson: Otive Igbuzor, Head of ActionAid’s HungerFREE campaign

“The G8’s announcement of $20bn over three years is a welcome step in the right direction to get food on the table for the one billion hungry but it’s not enough to feed them all.”

“Aid for food must reach at least $23bn a year (by 2012) to reach the MDG goal of halving hunger by 2015. This takes the G8 much closer over the next few years but there is still a way to go.”

“The sums just aren’t adding up. Is this all really new money? Given the G8’s record on delivery, this is still very much a work in progress. So far they have been counting not just apples and oranges but more like apples, oranges, cauliflowers and beets".


giovedì 9 luglio 2009

G8/Editoriale Frattini: ActionAid, gravi affermazioni che mettono in dubbio gli accordi appena raggiunti in sede G8

Coppito, 9 luglio 2009

Nel giorno in cui Berlusconi riconosce i ritardi dell’Italia sugli stanziamenti per lo sviluppo e si impegna per un riallineamento, è preoccupante che il Ministro degli Esteri sorvoli sull’impegno fissato per il 2010 - che richiede invece interventi immediati - rinviando direttamente al 2015. ActionAid torna dunque a chiedere al Presidente del Consiglio di garantire personalmente sul raggiungimento del target del 0.51% APS/PIL entro il 2010, così come da impegni presi in sede europea e G8.

Preoccupazione sollevano anche le parole del Ministro riguardo la sinergia pubblico-privato: gli impegni presi dai singoli stati in sede internazionale, sono e devono rimanere vincolanti per le istituzioni nazionali. Il ruolo del finanziamento privato è fondamentale ma non può essere assolutamente confuso con quello pubblico.

Per leggere le dichiarazioni di Frattini vai al sito:
www.asca.it/news-G8__FRATTINI_SU_OSSERVATORE_ROMANO__MANTERREMO_IMPEGNI_SU_AIUTI-844744-ORA-.html

ActionAid a RAI NEWS 24 (2): Luca De Fraia commenta le dichiarazioni del leader su sicurezza alimentare e Africa

RAI NEWS 24 ha intervistato Luca De Fraia, Segretario Generale aggiunto di ActionAid Italia, sulle dichiarazioni dei leader del G8 riguardo alla crisi alimentare e all'Africa contenute nel documento conclusivo della prima giornata del Summit.

Per ascoltare l'intervista clicca sull'immagine o vai al sito:
www.rainews24.rai.it/it/video.php?id=14652

ActionAid a RAI NEWS 24 (1): Intervista e presentazione del video-inchiesta "Le crepe nel G8"

Daniele Scaglione, responsabile del dipartimento Campagne e Comunicazione di ActionAid Italia, è stato intervistato da RAI NEWS 24 per presentare l'inchiesta sullo spostamento della sede del G8 di quest'anno da La Maddalena a L'Aquila, dal titolo "Le crepe nel G8".

Il video-inchiesta si propone di scoprire quali sono i reali benefici di questo spostamento per gli abruzzesi colpiti dal terremoto e quanto trasparente è stato il processo che ha portato ad esso.

Clicca sull'immagine per vedere l'intervista o vai al sito: www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=14641

Il video-inchiesta di ActionAid è disponibile in italiano e in inglese all'indirizzo:
www.vimeo.com/actionaid

mercoledì 8 luglio 2009

G8, ACTIONAID: ENTRO VENERDI’ BERLUSCONI ANNUNCI NUOVI STANZIAMENTI

De Fraia: “Per far fronte ai pur minimi impegni del G8 è necessario che il nostro paese adotti subito un piano di spesa per tornare in carreggiata”
Coppito, 8 luglio 2009

“La prima giornata di vertice non ha fatto registrare nessun progresso rispetto agli impegni presi in passato ma rappresenta comunque per l’Italia un’importante sfida per il futuro, visto il basso livello d’investimento del nostro paese nella lotta alla povertà. Ci aspettiamo perciò che Berlusconi annunci entro venerdì un piano di riallineamento dell’impegno Italiano nella lotta alla povertà, che consenta all’Italia di tornare in carreggiata rispetto all’’Europa”. Questo il commento di Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di ActionAid, all’apertura alla prima dichiarazione ufficiale del Vertice di L’Aquila.

“Per quest’anno”, prosegue De Fraia, “le previsioni ci dicono che il nostro Paese arriverà solamente a quota 0,16% dell’APS/PIL, alla luce del taglio di oltre il 56% dei fondi della cooperazione allo sviluppo. In questi giorni si sono susseguite dichiarazioni dei Ministri Frattini e Tremonti in merito al fatto che il nostro paese si accingerebbe ad avviare un piano di riallineamento rispetto agli obiettivi europei: lo 0,51% dell’APS/PIL entro il 2010 e lo 0,7% dell’APS/PIL entro il 2015. Particolare attenzione poi solleviamo rispetto al Fondo Globale per l’Hiv, Tubercolosi e Malaria, che attende ancora il pagamento della quota italiana per l’anno in corso, ovvero 130 milioni di dollari, più volte annunciato ma ancora non attuato”.

“Ci attendiamo dunque”, conclude De Fraia, “che il presidente del consiglio Berlusconi annunci subito e poi in fase di definizione della legge finanziaria, il piano di riallineamento che definisca chiaramente il contributo del nostro paese per la lotta alla povertà”.

G8, ACTIONAID: PIU’ DI MEZZO MILIONE DI PERSONE SARANNO A RISCHIO FAME DURANTE I TRE GIORNI DEL VERTICE

De Fraia: "Dal G8 correttezza e trasparenza sui fondi per la sicurezza alimentare"
Coppito, 8 luglio 2009

"Condividiamo le speranze del presedente Berlusconi riportate dai media a seguito della conferenza stampa di ieri che il vertice italiano si possa concludere con l’adozione di una significativa iniziativa sul tema della sicurezza alimentare globale. Richiediamo però da parte dei membri del G8 un esercizio di correttezza e trasparenza affinché vengano contabilizzate come contributo alla cosiddetta "Aquila food security initiative" quelle risorse pubbliche effettivamente destinate alla lotta alla povertà". Questa la dichiarazione Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di ActionAid, all’apertura dei lavori del G8 di L’Aquila.

"Se guardiamo all’andamento della crescita della povertà dell’ultimo anno, possiamo stimare che nei soli tre giorni del vertice, più di mezzo milione di persone si aggiungeranno a quelle che già soffrono di fame cronica. Riteniamo quindi che l’impegno economico di 15 miliardi di dollari annunciati dal presidente Berlusconi, sia largamente insufficiente per dare una risposta concreta al problema della crescita esponenziale della fame", prosegue De Fraia.

Actionaid ritiene che per far fronte in maniera efficace alle necessità in materia di sicurezza alimentare a livello globale sia invece necessario un investimento annuo pari a 23 miliardi di dollari da parte dei paesi del G8 entro il 2012. Solo in questo modo si darebbe una risposta reale al fabbisogno stimato dalle Nazioni Unite di 30 miliardi di dollari e al quale oggi i Paesi ricchi hanno risposto solo con un’erogazione pari al 10% di tale somma. Secondo le stime di ActionAid inoltre, l’Italia è all’ultimo posto tra i paesi del G8 nella lotta alla fame: attualmente spende 220 milioni mentre dovrebbe arrivare a quota 1, 59 miliardi entro il 2012.

"Ci appelliamo al richiamo del presidente Berlusconi ai "valori dell’etica, della moralità e della trasparenza", affinché si metta la parola fine allo scandalo della fame nel mondo e delle promesse non mantenute", conclude De Fraia.

martedì 7 luglio 2009

ActionAid:"Le crepe nel G8". L'inchiesta di ActionAid sullo spostamento del G8 all'Aquila

ActionAid svela le crepe nel G8 italiano. Lo spostamento del G8 all'Aquila porterà benefici agli abruzzesi colpiti dal terremoto? L'inchiesta di ActionAid racconta una situazione incerta dal punto di vista della trasparenza e dell'efficacia.

Le crepe nel G8 from ActionAid Italia on Vimeo.

IL VIDEO E' DISPONIBILE IN INGLESE AL SITO: www.vimeo.com/5490725

Per ricevere informazioni e aggiornamenti sul video clicca qui


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Rapporto di ActionAid “Il G8 e la crisi alimentare: una battaglia persa?”

In vista del Vertice G8 di quest’anno, ActionAid ha pubblicato un rapporto sulla sicurezza alimentare globale e sul diritto al cibo. Le 7 raccomandazioni contenute nel documento e rivlte ai leader del G8, indicano le misure necessarie per far fronte in modo concreto alla crisi alimentare:

1. aumentare le risorse all' agricoltura su piccola scala
2. espandere i meccanismi di protezione sociale
3. ricostituire le riserve alimentari
4. affrontare la sfida del cambiamento climatico
5. cambiare le regole commerciali in agricoltura: stop alla liberalizzazione forzata
6. biocarburanti: una falsa soluzione
7. porre fine alla pratica del land grabbing.

In particolare ActionAid ha calcolato che per combattere l’insicurezza alimentare globale, l’aiuto pubblico all’agricoltura dei Paesi del G8 dovrà raggiungere almeno la cifra di 23 miliardi di dollari l’anno entro il 2012, come parte dei 30 miliardi l’anno che la FAO ritiene il minimo indispensabile per rilanciare l’agricoltura a livello globale e sconfiggere la fame. Tale target è calcolato in base al peso economico (PIL) dei paesi del G8 e potrà realizzarsi solamente attraverso lo stanziamento del 0,7% del PIL in aiuto pubblico allo sviluppo entro il 2012.

Per scaricare il rapporto clicca sull'immagine


lunedì 6 luglio 2009

G8, ACTIONAID: ITALIA ALL’ULTIMO POSTO NELLA LOTTA ALLA FAME

De Fraia: “il G8 deve investire 23 miliardi di dollari l’anno per non perdere credibilità

“I leader del G8 che tra poche ore si riuniranno a L’Aquila, hanno un’unica possibilità per contribuire a fermare la spirale della fame che cresce inesorabile di giorno in giorno: investire 23 miliardi di dollari l’anno in aiuto pubblico per il settore agricolo su piccola scala. Tale cifra è parte dei 30 miliardi l’anno che la FAO ritiene il minimo indispensabile per rilanciare l’agricoltura a livello globale e sconfiggere la fame”. Questo l’appello di Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di ActionAid, alla vigilia del Vertice dei capi di stato del G8.

In occasione del G8, l’organizzazione internazionale ha realizzato un’analisi che quantifica e cadenza il contributo che i Paesi del G8 dovranno dare annualmente, da qui al 2012, per mantenere l’impegno preso lo scorso anno contro la crisi alimentare globale. Secondo le stime di ActionAid, l’Italia è all’ultimo posto tra i paesi del G8 nella lotta alla fame: attualmente spende 220 milioni mentre dovrebbe arrivare a quota 1, 59 miliardi entro il 2012. Tale target è calcolato in base al peso economico (PIL) dei paesi del G8 e potrà realizzarsi solamente attraverso lo stanziamento del 0,7% del PIL in aiuto pubblico allo sviluppo entro il 2012.

“Lo scorso luglio, nel bel mezzo di una crisi alimentare globale, durante il vertice in Giappone i capi di stato del G8 hanno adottato una dichiarazione di intenti sulla sicurezza alimentare globale. Sono circa 3 i miliardi di dollari erogati finora dai paesi del G8 rispetto ai 10 che si impegnati a stanziare in aiuti alimentari, protezione sociale e aiuti all’agricoltura. Nel corso di un solo anno, 100 milioni di persone in più sono scese sotto la soglia di povertà. Il vertice della prossima settimana è dunque l’ultima occasione che ha G8 per riguadagnare credibilità agli occhi dell’opinione pubblica internazionale, stanca di ascoltare promesse che non vengono mantenute”.

domenica 5 luglio 2009

BERLUSCONI/ACTIONAID: ULTIMA SPIAGGIA PER LA CREDIBILITA’ DELL’ITALIA

De Fraia: “Il primo ministro si impegni a ottenere i finanziamenti necessari per la lotta alla fame”

Nell’intervista rilasciata a Bob Geldof e pubblicata stamattina su La Stampa, Berlusconi ha ammesso il ritardo da parte dell’Italia nel finanziare la lotta alla povertà. “I tanti motivi di questi ritardi, a leggere l’intervista, sembrano tutti indipendenti dalla volontà del primo ministro – ha dichiarato Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di ActionAid - Ma un capo di governo non deve scaricare altrove la responsabilità di mancanze che mettono a rischio la lotta alla povertà nel mondo nonchè la credibilità del suo Paese e la sua personale”.

Nell’intervista il governo italiano si è impegnato a rispettare l’obiettivo di raggiungere entro il 2010 lo 0,33% del PIL nell’aiuto pubblico allo sviluppo, per arrivare poi allo 0,51% nel 2015. “Che credibilità hanno queste dichiarazioni, nel momento in cui nell’ultima finanziaria l’Italia ha dimezzato l’aiuto pubblico allo sviluppo? – continua De Fraia - Già in passato, più volte, Berlusconi ha dichiarato che in pochi anni avrebbe portato la quota italiana degli aiuti allo sviluppo all’1%. Non può permettersi altre dichiarazioni destinate a cadere nel vuoto”.

“Menzionando le sue iniziative private in favore di un orfanotrofio in Thailandia e un ospedale in Brasile, Berlusconi ha confermato il suo impegno personale nella lotta alla povertà. Ma – commenta De Fraia – in quanto capo del governo il suo primo impegno dev’essere quello di rimettere l’Italia in carreggiata rispetto agli impegni assunti in sede internazionale”.

“Inoltre - conclude De Fraia – in quanto presidente di turno è responsabilità di Berlusconi che il G8 assuma iniziative concrete nella lotta alla povertà, a partire dal garantire il diritto al cibo. La FAO ha dichiarato che, per far fronte alla crisi che ha portato il numero di affamati nettamente oltre il miliardo, occorrono 30 miliardi di dollari l’anno. In quanto grandi potenze i G8 devono arrivare a versare, entro il 2012, almeno 23 miliardi l’anno: la credibilità personale di Berlusconi si misurerà sull’ottenimento e l’implementazione di questo risultato”.

sabato 4 luglio 2009

ACTIONAID, SERVONO IMPEGNI SOSTANZIALI E INEQUIVOCABILI PER EVITARE IL FALLIMENTO

“Poche ore ci separano dall’inizio del G8. Non c’è più tempo da perdere: il taglio del 56% dei fondi della cooperazione allo sviluppo è un pessimo biglietto da visita per il Paese che dovrà essere la guida degli "otto grandi" della terra. Il primo compito per il nostro governo deve dunque essere quello di colmare il buco creato all’inizio dell’anno, per togliere l’Italia dalle ultime posizioni tra i Paesi che combattono la povertà nel mondo. In secondo luogo il nostro Paese deve farsi garante degli annunci di natura finanziaria che verranno fatti dal Vertice”. Queste le parole di Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di ActionAid.

“Ci troviamo oggi di fronte ad una evidente crisi di credibilità del G8”, prosegue De Fraia. “Le organizzazioni internazionali denunciano un buco di 28 miliardi nel 2008 rispetto alle promesse del Vertice di Gleneagles nel 2005: mancano 20 miliardi di dollari per l’Africa. Ci auguriamo dunque che la prossima settimana gli "otto grandi" della terra prendano impegni sostanziali e inequivocabili per la lotta alla povertà. In particolare, auspichiamo l’adozione di un sistema di monitoraggio per la trasparenza degli aiuti che valga per tutti i Paesi del G8, e che serva a controllare e tracciare non solo il volume delle spese ma anche il modo in cui queste vengono effettuate”.

“Attualmente, a livello internazionale, non vengono utilizzate sempre le stesse regole per misurare il contributo alla lotta alla povertà; spesso vengono contabilizzati insieme agli aiuti, risorse di altra natura come le rimesse, o gli investimenti nel settore privato. Ciò rischia di rendere inefficace qualunque sistema che punti a tracciare l’utilizzo delle risorse genuine messe a disposizione per la lotta alla povertà. Ci auguriamo”, conclude De Fraia, “che l’Italia si faccia garante del fatto che qualunque annuncio dal Vertice corrisponda a fatti concreti: la povertà nel mondo è tornata a crescere e non la si combatte a parole.”

venerdì 3 luglio 2009

ActionAid: “L’ignavia dei leader G8 è diventata intollerabile"

Ricordate la crisi alimentare? I prezzi del cibo schizzarono alle stelle. In Italia ci si accorse che ci volevano sempre più euro per fare la spesa. Nel Sud del mondo tanta gente rinunciò a farla. La FAO convocò un summit. Gli esperti studiarono gli interventi possibili: fronteggiare il caro-cibo, appurarono allora, sarebbe costato 30 miliardi di dollari l'anno. Risultato? I Paesi ricchi s'impegnarono a versarne 22. Di più non era possibile, dissero. Ebbene, a oggi ne sono stati stanziati concretamente 3. Secondo gli Obiettivi del Millennio, dal 2000 a oggi gli 800 milioni di denutriti di allora avrebbero dovuto scendere. Oggi dovrebbero essere non più di 600 milioni. Invece, sono cresciuti. «Per questo vogliamo dire ai "grandi della terra" che la loro ignavia è diventata intollerabile», spiega Livia Zoli, della direzione di Actionaid.

Leggi lo speciale dell’ultimo numero di Famiglia Cristiana dedicato al G8 all’indirizzo: www.sanpaolo.org/fc/0927fc/0927fc80.htm

ActionAid: che “genere” di G8. Un' occasione per il Governo Italiano dopo l'approvazione della Camera delle mozioni

La Camera dei Deputati ha approvato ieri quattro mozioni dedicate ai diritti delle donne nel quadro del G8 che impegnano il Governo italiano ad operare in favore dell’empowerment delle donne in vista del prossimo vertice internazionale.
Dell’agenda del meeting de L’Aquila si potrebbe dire che i grandi temi all’ordine del giorno sono di per sé questioni di donne: sicurezza alimentare, lotta alla povertà, cambiamenti climatici e salute globale hanno un collegamento strettissimo con l’obiettivo dell’uguaglianza di genere, cruciale per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio.

Tra le mozioni approvate, una è stata presentata da Rosa Villecco Calipari, deputata PD e capogruppo in Commissione Difesa: l’onorevole Calipari è una delle LeD8 scelte da ActionAid quale referente e ambasciatrice per i diritti delle donne nell’anno del G8 italiano.

“L’approvazione di queste mozioni – dichiara Marco De Ponte, Segretario Generale di ActionAid - impegna il Governo su importanti fronti e va anche registrata come un successo della nostra azione: al centro della nostra visione sull’agenda del G8 spicca la questione di genere in riferimento alle urgenze di cui i capi di stato e di governo si occuperanno la settimana prossima in Abruzzo ".

Auspichiamo ora che il Governo, che non è finora riuscito a caratterizzare con un’iniziativa forte – come fu invece per il Summit di Genova che lanciò il Fondo Globale per la lotta all’AIDS – colga l’invito del Parlamento e provveda a mettere in testa all’ordine del giorno del vertice un rilancio dell’impegno per la promozione dei diritti delle donne.”

Per saperne di più sull'iniziativa di ActionAid "LeD8" clicca sull'immagine o vai al sito: www.actionaid.it/it/cosa_facciamo/temi/diritti_donne/lavoroitalia/LED8165812.html

ActionAid: “C'è un problema di credibilità. Ma l'Italia è anche un grande Paese e da Berlusconi abbiamo bisogno di grandi iniziative"

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto una tregua al mondo politico per l’acceso dibattito sugli scandali personali di Silvio Berlusconi per non danneggiare lo svolgimento del vertice G8 della prossima settimana. Il G8 di quest’anno metterà infatti alla prova le capacità di leadership del Premier a livello internazionale.
Actionaid si augura che le iniziative e gli impegni che l’Italia vorrà assumere al Vertice G8 possano riscattare la credibilità del nostro Paese. Luca De Fraia, Vice Segretario Generale di ActionAid, ha detto a Reuters: "E' ovvio che i rumour sui comportamenti di Berlusconi possono danneggiare ciò che l'Italia sta facendo. C'è un problema di credibilità. Ma l'Italia è anche un grande Paese e da Berlusconi abbiamo bisogno di grandi iniziative".

Per ulteriori informazioni:
http://it.reuters.com/article/italianNews/idITL260468520090702

lunedì 22 giugno 2009

G8: Investire sulle donne per uscire dalla crisi

Che ne è degli impegni assunti per la salute globale dalle varie riunioni del G8? È per rispondere a questa domanda che il gruppo di lavoro parlamentare Salute globale e diritti delle donne, composto da parlamentari italiani di tutte le provenienze politiche, ospita a Roma
il 22 e 23 giugno la Conferenza internazionale dei parlamentari per il G8 dal titolo "Investimenti strategici al tempo della crisi - Il vantaggio di dare priorità alla salute delle donne". La Conferenza è organizzata dalla GCAP - Coalizione italiana contro la povertà, in collaborazione con ActionAid Italia, AIDOS, DSW - Deutsche Stiftung Weltbevolklerung e EPF (il Forum parlamentare europeo sulla popolazione e lo sviluppo). Vi partecipano parlamentari provenienti da paesi europei, africani e asiatici, nell'ambito degli eventi preparatori al vertice G8 dell'Aquila.
La conferenza parte dalla domanda: chi paga il prezzo della crisi globale? Le donne innanzitutto: ne viene compromessa la salute, l'occupazione, la dignità. Per questo i parlamentari chiederanno al G8 di tutelare e investire sulla salute della donna, perno dell'economia e della società dei Paesi in via di sviluppo.

Visita il sito della GCAP: www.gcap.it

sabato 20 giugno 2009

FAO: ACTIONAID, 1,02 MILIARDI DI AFFAMATI, FRUTTO DI IMPEGNI POLITICI NON MANTENUTI

Più di un sesto della popolazione mondiale è in stato di malnutrizione, 100 milioni di persone in più rispetto all’anno scorso. Questo non fa che confermare le previsioni che ActionAid aveva fatto già un anno fa. Il rischio è che, senza una decisa inversione di rotta nelle politiche a sostegno del diritto al cibo, il numero degli affamati continuerà nella sua crescita esponenziale”. Così Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid nel giorno in cui la FAO fornisce le nuove stime.

"E' dunque sempre più urgente incrementare la spesa per lo sviluppo in agricoltura: basterebbe meno di un decimo di quanto stanziato ogni anno per i sussidi agricoli ai paesi dell’OCSE per dare una risposta efficace alla sfida globale dell’accesso al cibo. Mentre ogni anno sono stanziati ben 365 miliardi di euro per sovvenzionare l’agricoltura nei paesi dell’OCSE, i governi delle maggiori potenze mondiali non sono in grado di reperire fondi per rilanciare l’agricoltura nei paesi in via di sviluppo”, prosegue De Ponte. "Il governo italiano poi, non ha dato segnali incoraggianti in questa direzione: i tagli dell’ultima finanziaria di oltre il 50% delle risorse destinate alla cooperazione ne sono la dimostrazione"

"E’ importante", conclude De Ponte, "che l’Italia, alla guida dell’imminente G8, dia dei forti segnali di volontà politica nel raggiungimento degli Obiettivi del Millennio, dando una risposta adeguata alla sfida globale dell’accesso al cibo per tutti. Il nostro paese ha il dovere, proprio per il ruolo che sta per prendere sullo scenario internazionale, di dare un forte impulso in questa direzione".

domenica 14 giugno 2009

G7 FINANZE: ACTIONAID, ANCORA TROPPO MARGINALE RICONOSCIMENTO DELL’IMPATTO CRISI NEI PVS

“Siamo rimasti sorpresi che in occasione della conferenza stampa tenuta dal Ministro Tremonti e dal Dir. Grilli ci sia stata l’ammissione che l’implicazione della crisi sui Paesi in via di sviluppo venga discussa “ai margini” dell’incontro dei Ministri delle Finanza del G7. Ciò detto, il riferimento dei Ministri all’importanza di investire nell’agricoltura sostenibile e la sicurezza alimentare, è un passaggio politico importante, specialmente per il riferimento ai piccoli produttori”, dichiara Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di ActionAid, al termine della ministeriale svoltasi a Lecce.

“Le più recenti stime della FAO e della Banca Mondiale confermano che sono ormai oltre 1 miliardo le persone che soffrono la fame. Ciò significa che negli ultimi due anni, la crisi globale, economica e alimentare, ha spinto oltre 80 milioni di persone al di sotto della soglia dell’estrema povertà. In pochi mesi si è dissipato il progresso fatto nel corso degli ultimi 15 anni. Il G8 non può più sottrarsi alle proprie responsabilità nel garantire la sicurezza alimentare globale”, prosegue De Fraia.

Fino ad oggi – spiega ActionAid - la fame è rimasta purtroppo una questione marginale nei programmi politici dei governi e gli aiuti all’agricoltura hanno subito una drastica riduzione. Negli ultimi 25 anni infatti, i fondi per gli aiuti all’agricoltura sono diminuiti dell’85% per i donatori multilaterali e del 40% per i donatori bilaterali. E’ dunque necessario far aumentare progressivamente gli aiuti all’agricoltura per farli tornare al 10% del PIL globale, ovvero ai livelli di 20 anni fa. Chiediamo con forza al G8”, conclude De Fraia “di specificare una cadenza degli investimenti, perché rimane ancora un mistero come e quando questi investimenti promessi verranno allocati.

“Gli Stati Uniti stanno proponendo di investire 3-4 miliardi per l’agricoltura e la lotta alla fame nei prossimi anni. Ci aspettiamo dunque che la presidenza italiana del G8 concretizzi un piano per l’agricoltura anche sulla base della proposta statunitense e preveda un conseguente impegno finanziario da parte del nostro paese”, conclude De Fraia.