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giovedì 9 luglio 2009

G8/Editoriale Frattini: ActionAid, gravi affermazioni che mettono in dubbio gli accordi appena raggiunti in sede G8

Coppito, 9 luglio 2009

Nel giorno in cui Berlusconi riconosce i ritardi dell’Italia sugli stanziamenti per lo sviluppo e si impegna per un riallineamento, è preoccupante che il Ministro degli Esteri sorvoli sull’impegno fissato per il 2010 - che richiede invece interventi immediati - rinviando direttamente al 2015. ActionAid torna dunque a chiedere al Presidente del Consiglio di garantire personalmente sul raggiungimento del target del 0.51% APS/PIL entro il 2010, così come da impegni presi in sede europea e G8.

Preoccupazione sollevano anche le parole del Ministro riguardo la sinergia pubblico-privato: gli impegni presi dai singoli stati in sede internazionale, sono e devono rimanere vincolanti per le istituzioni nazionali. Il ruolo del finanziamento privato è fondamentale ma non può essere assolutamente confuso con quello pubblico.

Per leggere le dichiarazioni di Frattini vai al sito:
www.asca.it/news-G8__FRATTINI_SU_OSSERVATORE_ROMANO__MANTERREMO_IMPEGNI_SU_AIUTI-844744-ORA-.html

mercoledì 8 luglio 2009

G8, ACTIONAID: ENTRO VENERDI’ BERLUSCONI ANNUNCI NUOVI STANZIAMENTI

De Fraia: “Per far fronte ai pur minimi impegni del G8 è necessario che il nostro paese adotti subito un piano di spesa per tornare in carreggiata”
Coppito, 8 luglio 2009

“La prima giornata di vertice non ha fatto registrare nessun progresso rispetto agli impegni presi in passato ma rappresenta comunque per l’Italia un’importante sfida per il futuro, visto il basso livello d’investimento del nostro paese nella lotta alla povertà. Ci aspettiamo perciò che Berlusconi annunci entro venerdì un piano di riallineamento dell’impegno Italiano nella lotta alla povertà, che consenta all’Italia di tornare in carreggiata rispetto all’’Europa”. Questo il commento di Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di ActionAid, all’apertura alla prima dichiarazione ufficiale del Vertice di L’Aquila.

“Per quest’anno”, prosegue De Fraia, “le previsioni ci dicono che il nostro Paese arriverà solamente a quota 0,16% dell’APS/PIL, alla luce del taglio di oltre il 56% dei fondi della cooperazione allo sviluppo. In questi giorni si sono susseguite dichiarazioni dei Ministri Frattini e Tremonti in merito al fatto che il nostro paese si accingerebbe ad avviare un piano di riallineamento rispetto agli obiettivi europei: lo 0,51% dell’APS/PIL entro il 2010 e lo 0,7% dell’APS/PIL entro il 2015. Particolare attenzione poi solleviamo rispetto al Fondo Globale per l’Hiv, Tubercolosi e Malaria, che attende ancora il pagamento della quota italiana per l’anno in corso, ovvero 130 milioni di dollari, più volte annunciato ma ancora non attuato”.

“Ci attendiamo dunque”, conclude De Fraia, “che il presidente del consiglio Berlusconi annunci subito e poi in fase di definizione della legge finanziaria, il piano di riallineamento che definisca chiaramente il contributo del nostro paese per la lotta alla povertà”.

domenica 5 luglio 2009

BERLUSCONI/ACTIONAID: ULTIMA SPIAGGIA PER LA CREDIBILITA’ DELL’ITALIA

De Fraia: “Il primo ministro si impegni a ottenere i finanziamenti necessari per la lotta alla fame”

Nell’intervista rilasciata a Bob Geldof e pubblicata stamattina su La Stampa, Berlusconi ha ammesso il ritardo da parte dell’Italia nel finanziare la lotta alla povertà. “I tanti motivi di questi ritardi, a leggere l’intervista, sembrano tutti indipendenti dalla volontà del primo ministro – ha dichiarato Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di ActionAid - Ma un capo di governo non deve scaricare altrove la responsabilità di mancanze che mettono a rischio la lotta alla povertà nel mondo nonchè la credibilità del suo Paese e la sua personale”.

Nell’intervista il governo italiano si è impegnato a rispettare l’obiettivo di raggiungere entro il 2010 lo 0,33% del PIL nell’aiuto pubblico allo sviluppo, per arrivare poi allo 0,51% nel 2015. “Che credibilità hanno queste dichiarazioni, nel momento in cui nell’ultima finanziaria l’Italia ha dimezzato l’aiuto pubblico allo sviluppo? – continua De Fraia - Già in passato, più volte, Berlusconi ha dichiarato che in pochi anni avrebbe portato la quota italiana degli aiuti allo sviluppo all’1%. Non può permettersi altre dichiarazioni destinate a cadere nel vuoto”.

“Menzionando le sue iniziative private in favore di un orfanotrofio in Thailandia e un ospedale in Brasile, Berlusconi ha confermato il suo impegno personale nella lotta alla povertà. Ma – commenta De Fraia – in quanto capo del governo il suo primo impegno dev’essere quello di rimettere l’Italia in carreggiata rispetto agli impegni assunti in sede internazionale”.

“Inoltre - conclude De Fraia – in quanto presidente di turno è responsabilità di Berlusconi che il G8 assuma iniziative concrete nella lotta alla povertà, a partire dal garantire il diritto al cibo. La FAO ha dichiarato che, per far fronte alla crisi che ha portato il numero di affamati nettamente oltre il miliardo, occorrono 30 miliardi di dollari l’anno. In quanto grandi potenze i G8 devono arrivare a versare, entro il 2012, almeno 23 miliardi l’anno: la credibilità personale di Berlusconi si misurerà sull’ottenimento e l’implementazione di questo risultato”.

sabato 4 luglio 2009

ACTIONAID, SERVONO IMPEGNI SOSTANZIALI E INEQUIVOCABILI PER EVITARE IL FALLIMENTO

“Poche ore ci separano dall’inizio del G8. Non c’è più tempo da perdere: il taglio del 56% dei fondi della cooperazione allo sviluppo è un pessimo biglietto da visita per il Paese che dovrà essere la guida degli "otto grandi" della terra. Il primo compito per il nostro governo deve dunque essere quello di colmare il buco creato all’inizio dell’anno, per togliere l’Italia dalle ultime posizioni tra i Paesi che combattono la povertà nel mondo. In secondo luogo il nostro Paese deve farsi garante degli annunci di natura finanziaria che verranno fatti dal Vertice”. Queste le parole di Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di ActionAid.

“Ci troviamo oggi di fronte ad una evidente crisi di credibilità del G8”, prosegue De Fraia. “Le organizzazioni internazionali denunciano un buco di 28 miliardi nel 2008 rispetto alle promesse del Vertice di Gleneagles nel 2005: mancano 20 miliardi di dollari per l’Africa. Ci auguriamo dunque che la prossima settimana gli "otto grandi" della terra prendano impegni sostanziali e inequivocabili per la lotta alla povertà. In particolare, auspichiamo l’adozione di un sistema di monitoraggio per la trasparenza degli aiuti che valga per tutti i Paesi del G8, e che serva a controllare e tracciare non solo il volume delle spese ma anche il modo in cui queste vengono effettuate”.

“Attualmente, a livello internazionale, non vengono utilizzate sempre le stesse regole per misurare il contributo alla lotta alla povertà; spesso vengono contabilizzati insieme agli aiuti, risorse di altra natura come le rimesse, o gli investimenti nel settore privato. Ciò rischia di rendere inefficace qualunque sistema che punti a tracciare l’utilizzo delle risorse genuine messe a disposizione per la lotta alla povertà. Ci auguriamo”, conclude De Fraia, “che l’Italia si faccia garante del fatto che qualunque annuncio dal Vertice corrisponda a fatti concreti: la povertà nel mondo è tornata a crescere e non la si combatte a parole.”

domenica 14 giugno 2009

G7 FINANZE: ACTIONAID, TREMONTI SI NASCONDE DIETRO L’ADVANCED MARKET COMMITTMENT

“Il Ministro Tremonti ha dichiarato che strumenti come l’Advanced Market Committment sono il modo più efficiente di dare i soldi all’Africa ma se intende veramente dare una mano al continente africano deve dare il via libera immediato al pagamento della quota annuale al Fondo Globale per l’hiv, tubercolosi e malaria, 130 milioni di euro”, dichiara Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di ActionAid, durante l’ultima giornata di lavori della Ministeriale delle Finanze del G8.

“In questi giorni due Ministri della Repubblica, l’On. Frattini e l’On. Tremonti, hanno dichiarato di fronte all’opinone pubblica che il nostro paese onorerà gli impegni presi in sede internazionale entro la fine dell’anno. Deve essere chiaro che il tempo delle parole è finito e che la vita di milioni di persone è in gioco”, prosegue De Fraia.

“Non vorremmo che l’AMC fosse solamente un annuncio: non solo non si tratta di risorse finanziarie immediatamente disponibili, ma di un impegno spalmato su ben 20 anni e che quindi si riduce a poco più di 20 milioni di euro l’anno”.

“Ricordiamo che a causa dei tagli alla finanziaria, sono venuti a mancare 400 milioni alla cooperazione italiana. Nel 2009 senza un’inversione di rotta, gli aiuti toccheranno il punto minimo in 20 anni, ossia lo 0,09% in rapporto al PIL, compromettendo anche il raggiungimento dello 0,56% APS/PIL stabilito dall’UE come target da raggiungere entro il 2010. Tagli che non serviranno certo a risanare le casse dello stato. Urge una risposta coerente e di qualità da parte del nostro paese per fermare la spirale della fame”, conclude De Fraia.

giovedì 27 novembre 2008

Mantenere le promesse

Nel 2007 i paesi dell’Unione Europea hanno destinato 8,6 miliardi di euro agli aiuti allo sviluppo. Nonostante l’impegno manifestato, secondo i dati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nel 2007 sono stati spesi circa 1,7 miliardi di euro in meno dell’anno precedente. Tutto questo nonostante i paesi membri dell’Unione Europea abbiano stabilito di raggiungere l'obiettivo collettivo dello 0,56% del Prodotto Interno Lordo nel 2010, per passare poi allo 0,7% nel 2015. Per rispettare l’impegno serve di fatto aumentare i contributi e non, come è successo, rispettare l’obiettivo intermedio dello 0,39% nel 2006 e nel 2007 scendere allo 0,38%.

A inizio settembre ad Accra, in Ghana, si sono riuniti più di 500 funzionari provenienti da paesi donatori e in via di sviluppo per discutere della qualità degli aiuti allo sviluppo e dei progressi fatti per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti nella Dichiarazione di Parigi del 2005. Ma, a tre anni di distanza dalla Dichiarazione pochi sono stati i progressi verso un miglioramento della qualità degli aiuti erogati dai paesi donatori.

Ora un nuovo appuntamento.

Sull’onda della crisi finanziaria si apre a Doha la Conferenza internazionale sui finanziamenti allo sviluppo. Sul tavolo di discussione ci saranno la mobilitazione di risorse nazionali e internazionali per lo sviluppo, il commercio internazionale, l’aumento degli aiuti pubblici allo sviluppo e nuove fonti di finanziamenti per lo sviluppo.
La conferenza, che si terrà dal 29 novembre al 2 dicembre, è stata promossa dalle Nazioni Unite e prevede la partecipazione dei capi di Stato e di governo, di ministri e rappresentanti delle agenzie di sviluppo.