De Ponte: “Un altro episodio che mina la credibilità dell’Italia”
Roma, 31 agosto 2009 – “Oggi è l’ultimo giorno del mese e a questo punto dubitiamo fortemente che il nostro governo onori l’impegno preso durante il G8 di versare i 130 milioni di euro al Fondo Globale per la lotta all’Hiv, Tubercolosi e Malaria entro agosto. Un altro episodio di promessa non mantenuta che mette a dura prova la credibilità del nostro paese nel consesso internazionale”, dichiara Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid.
In occasione del vertice del G8 de L’Aquila – ricorda ActionAid - il presidente del consiglio italiano promise che entro il mese di agosto l’Italia si sarebbe rimessa in pari nei versamenti al Fondo Globale ma già lo scorso 15 luglio, nel documento di programmazione economico-finanziaria (Dpef) approvato dal Consiglio dei Ministri, non v’era traccia di questo finanziamento, né sono pervenuti altri segnali a sostegno della promessa del primo ministro.
“L’Italia, nonostante sia stato il paese promotore del Fondo Globale al G8 di Genova nel 2001, adotta un atteggiamento discontinuo nei confronti di uno strumento che si è rivelato molto efficace e che sta salvando milioni di vite umane. Questo andamento altalenante riduce l’efficacia dell’azione contro le grandi pandemie. Per fermare il meccanismo di propagazione del virus dell’HIV-AIDS occorrono cure continue: i malati non possono certo permettersi un anno di sospensione dei trattamenti".
"Il vertice de L’Aquila si chiude con un solo impegno certo da parte dell’Italia: colmare il buco di 130 milioni di euro verso il Fondo Globale per l’Hiv, Tubercolosi e Malaria entro un mese," commenta Luca De Fraia, portavoce di ActionAid al G8, che aggiunge: "rimane del tutto incerto il contributo che l’Italia potrà dare all’iniziativa internazionale appena annunciata a favore della sicurezza alimentare mondiale, ovvero 20 miliardi di dollari in tre anni. Ma quale sarà il reale contributo del nostro paese? E le risorse stanziate saranno nuove o verranno sottratte ad altre iniziative?" Queste le domande che solleva il portavoce di ActionAid.
"Il presidente Berlusconi si è assunto di fronte alla comunità internazionale un impegno a recuperare il ritardo in materia di aiuto pubblico allo sviluppo ", prosegue De Fraia, "ma l’Italia deve chiarire subito quale sarà il contributo italiano all’Aquila Food Security Initiative e in che modo le risorse finanziarie verranno trovate perché - alla luce della riduzione dei fondi della cooperazione, nella scorsa legge Finanziaria, a circa 300 milioni di euro all’anno - si rischia la cannibalizzazione delle iniziative per la lotta alla povertà: per finanziarne una, si lasciano indietro le altre."
L’annuncio di un nuovo impegno finanziario del G8 per la sicurezza alimentare – spiega ActionAid - è un segnale di un’assunzione di responsabilità verso il miliardo di persone che soffre quotidianamente la fame, ma è ancora largamente insufficiente, soprattutto quando esso viene messo in atto una tantum e non con cadenza annuale. Sono necessari 23 miliardi di dollari annui da parte dell’insieme dei paesi del G8 per affrontare in maniera seria e duratura il problema della fame nel mondo.
"Rispetto al monitoraggio dell’attuazione degli impegni presi dai paesi del G8 in materia di sicurezza alimentare, i G8 dichiarano di aver investito, tra il 2008 e il 2009, 13,45 miliardi di dollari nella risposta alla crisi alimentare. ActionAid sostiene che tale cifra debba in realtà essere decurtata di parte degli investimenti dell’Unione Europea in materia di sicurezza alimentare, nonché dei prestiti su base concessionale. Inoltre", conclude De Fraia, "non è chiaro quanti di questi fondi siano effettivamente risorse fresche".
Il Comunicato di ActionAid International sui risultati del Summit G8 2009
G8 Class of 2009: Hunger Report July 10 2009
Spokesperson: Otive Igbuzor, Head of ActionAid’s HungerFREE campaign
“The G8’s announcement of $20bn over three years is a welcome step in the right direction to get food on the table for the one billion hungry but it’s not enough to feed them all.”
“Aid for food must reach at least $23bn a year (by 2012) to reach the MDG goal of halving hunger by 2015. This takes the G8 much closer over the next few years but there is still a way to go.”
“The sums just aren’t adding up. Is this all really new money? Given the G8’s record on delivery, this is still very much a work in progress. So far they have been counting not just apples and oranges but more like apples, oranges, cauliflowers and beets".
De Fraia: “Per far fronte ai pur minimi impegni del G8 è necessario che il nostro paese adotti subito un piano di spesa per tornare in carreggiata” Coppito, 8 luglio 2009
“La prima giornata di vertice non ha fatto registrare nessun progresso rispetto agli impegni presi in passato ma rappresenta comunque per l’Italia un’importante sfida per il futuro, visto il basso livello d’investimento del nostro paese nella lotta alla povertà. Ci aspettiamo perciò che Berlusconi annunci entro venerdì un piano di riallineamento dell’impegno Italiano nella lotta alla povertà, che consenta all’Italia di tornare in carreggiata rispetto all’’Europa”. Questo il commento di Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di ActionAid, all’apertura alla prima dichiarazione ufficiale del Vertice di L’Aquila.
“Per quest’anno”, prosegue De Fraia, “le previsioni ci dicono che il nostro Paese arriverà solamente a quota 0,16% dell’APS/PIL, alla luce del taglio di oltre il 56% dei fondi della cooperazione allo sviluppo. In questi giorni si sono susseguite dichiarazioni dei Ministri Frattini e Tremonti in merito al fatto che il nostro paese si accingerebbe ad avviare un piano di riallineamento rispetto agli obiettivi europei: lo 0,51% dell’APS/PIL entro il 2010 e lo 0,7% dell’APS/PIL entro il 2015. Particolare attenzione poi solleviamo rispetto al Fondo Globale per l’Hiv, Tubercolosi e Malaria, che attende ancora il pagamento della quota italiana per l’anno in corso, ovvero 130 milioni di dollari, più volte annunciato ma ancora non attuato”.
“Ci attendiamo dunque”, conclude De Fraia, “che il presidente del consiglio Berlusconi annunci subito e poi in fase di definizione della legge finanziaria, il piano di riallineamento che definisca chiaramente il contributo del nostro paese per la lotta alla povertà”.
Si è svolta a Cáceres il 31 marzo e il 1 aprile la riunione sul finanziamento di medio termine del Fondo Globale per la lotta contro AIDS, tubercolosi e malaria. Tutti i Paesi donatori hanno confermato che rispetteranno le promesse fatte a Berlino nel settembre del 2007, che prevedono un contributo totale pari a 9.5 miliardi di dollari per il periodo 2008-2010. Alcuni hanno affermato che visto il successo dei programmi finanziati dal Fondo prenderanno in considerazione l’ipotesi di dare contributi addizionali. Il Fondo Globale ha finanziato più di 600 programmi in 140 paesi dal 2002, anno della sua creazione. Negli ultimi due anni vi è stata una riduzione della mortalità per AIDS e malaria in vari Paesi, nonché una continua diminuzione di casi di tubercolosi. Michel Kazatchkine, direttore esecutivo del Fondo Globale, ha sottolineato gli esiti positivi dei programmi finanziati, in particolare per la lotta alla malaria, affermando che l’Obiettivo del Millennio sull’accesso universale alle zanzariere sarà molto probabilmente raggiunto. I donatori hanno inoltre preso l’impegno di cercare nuovi donatori governativi e privati. Alla riunione per la prima volta ha partecipato una delegazione proveniente dalla Corea del Sud. È prevista per il 2010 la prossima riunione dei rappresentanti dei donatori, che verterà sui finanziamenti per il periodo 2011-2013.
"E’ giunto il momento per l’Italia di dimostrare che fa sul serio con il Fondo Globale per l’Hiv, Tubercolosi e Malaria. Serve un impegno costante per sconfiggere la povertà, che non debba essere ogni volta rinegoziato. Chiediamo quindi al Ministro Tremonti di non fare altre promesse ma di mantenere quelle già prese dall’Italia in materia di Aiuto Pubblico allo Sviluppo”. Questo l’appello di Noerine Kaleeba, presidente internazionale di ActionAid, in risposta al Ministro Tremonti, durante il Forum Globale per la Salute in vista del G8, organizzato dall’Istituto ASPEN.
“Si è parlato molto in questi giorni del finanziamento al Fondo Globale ma né il Ministro Frattini né il Ministro Tremonti hanno spiegato come e quando avverrà il pagamento della quota italiana”, dichiara Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid. “E’ un dato di fatto che i 321 milioni di euro previsti dalla finanziaria 2009 a sostegno della cooperazione italiana sono una quantità insufficiente per far fronte agli impegni pregressi ed in particolare al reperimento dei 130 milioni di euro per il contributo annuo a favore del Fondo Globale”.
Il Fondo Globale nasce come uno strumento finanziario per sostenere progetti di elevata qualità a favore delle persone dei paesi più poveri e più colpiti dalle pandemie. “La mia lunga esperienza” prosegue Kaleeba, “mi ha insegnato che non può esserci sviluppo senza la continuità e regolarità dei progetti e senza il reale coinvolgimento dei milioni di donne e ragazze che, non dimentichiamo, rappresentano il 61% delle persone sieropositive in Africa Subsahariana, portando il peso della cura di intere comunità affette dal virus, e che non possono aspettare dei finanziamenti che forse ci saranno o forse no”.
“Il nostro governo deve prendersi la piena responsabilità delle scelte fatte in materia di aiuti allo sviluppo. A causa infatti dei tagli alla cooperazione, nel 2009 quest’ultima rischia di toccare il suo punto minimo in 20 anni. E’ dunque sempre più urgente” conclude De Ponte, “presentare, anche presso gli altri governi del G8, un piano dettagliato di finanziamento dell’accesso universale alle cure entro il 2010, e che l’Italia predisponga uno strumento legislativo ad hoc che renda certo nel lungo periodo il contributo italiano al Fondo Globale”.
Un gap di 5 miliardi di dollari è stato registrato nel Fondo Globale per la Lotta contro l’AIDS, la Tubercolosi e la Malaria. Se i Paesi donatori non rispetteranno i loro impegni, il fondo subirà una riduzione di budget del 25% per la seconda parte del suo mandato operativo. Secondo il Responsabile Comunicazione del Fondo, Jon Lidén, questo scarto finanziario non è dovuto alla crisi economica internazionale, ma dal successo dello stesso fondo globale e quindi dall’alta domanda di finanziamenti, che aumentano ogni anno e continueranno ad aumentare. Lidén è ottimista riguardo ai finanziamenti da parte dei donatori, poiché nonostante la crisi economica nessuno di essi, a parte l’Italia, ha considerato di diminuire il proprio contributo al fondo. Gran parte del gap finanziaro sarà colmato dagli Stati Uniti una volta finalizzato il budget per il 2009.
ActionAid è un'organizzazione internazionale indipendente impegnata nella lotta contro la povertà e le cause dell'esclusione sociale. Nata nel 1972 opera in oltre 40 paesi del mondo raggiungendo oltre 13 milioni di persone che vivono in condizioni di povertà ed emarginazione.